Cosa vedere a Milano in un giorno: 17 luoghi di interesse

Cosa vedere a Milano: Canestra di frutta di Caravaggio in Pinacoteca Ambrosiana

Cosa vedere a Milano in un giorno: 17 luoghi di interesse

Vuoi visitare Milano? Cosa vedere se sei già stato nella città del Duomo (e pensi di aver visto già tutto)

Stai per arrivare in città e non sai cosa vedere a Milano in un giorno? In questo articolo troverai alcuni spunti interessanti per programmare le tappe della tua visita in città. Anche se non riuscirai a visitare tutti i luoghi di Milano descritti nell’articolo, potrai selezionare le tappe del tuo itinerario in città in base ai tuoi gusti personali!

Nella sezione “come entrare gratis” troverai i nostri suggerimenti per chi desidera visitare le principali attrazioni senza acquistare alcun biglietto.

  1. Duomo di Milano: pugili e campane
  2. Museo del Duomo di Milano: tra guglie e piume di colibrì
  3. Armani Silos, visita il Museo laboratorio di Giorgio Armani
  4. Moda e collezionismo: da via Montenapoleone al Museo Bagatti Valsecchi
  5. Bramante a Milano: i tesori della Pinacoteca di Brera e uno splendido trompe l’oeuil
  6. L’Arco della Pace: visitare Milano a piedi sulle orme di Ernest Hemingway
  7. Castello Sforzesco: rami e corde dorate nella Sala delle Asse
  8. Musei del Castello Sforzesco: dalla vetrata dei pavoni alla Pietà Rondanini
  9. Le Colonne di San Lorenzo: dall’antica Roma al miglior Vodka sour della città
  10. Milano e le vie d’acqua: mercatini sul Naviglio Grande
  11. Corso Vittorio Emanuele II e lo Scior Carera
  12. Milano insolita: il labirinto di Arnaldo Pomodoro
  13. Milano insolita: la casa 770 di via Poerio
  14. Pinacoteca Ambrosiana: ammirare la natura morta più famosa dell’arte italiana
  15. Triennale di Milano: Olivetti Valentine e Vespa 125 Piaggio al Museo del Design
  16. Piazza dei Mercanti: a tu per tu con la più antica insegna cittadina
  17. Milano Liberty: l’orecchio-citofono e la Vittoria Alata di Adolfo Wildt

Per chi visita Milano per la prima volta, vale la pena partire dal Duomo di Milano, monumento simbolo di questa poliedrica città, oltre che uno dei maggiori emblemi dell’Italia all’estero.

(1) Duomo di Milano: pugili e campane

Forse non tutti sanno che nel mare di guglie del Duomo di Milano, pur mancando un vero e proprio campanile, elemento caratterizzante delle classiche chiese, sono ben nascoste tre campane: sono celate nell’intercapedine presente nel tiburio della guglia maggiore tra parete esterna e la volta interna, e oggi suonano per mezzo di battagli mobili per evitare dannose scosse alla delicata struttura che sorregge la guglia della madonnina.

L’esterno del Duomo è maestoso e ricco di statue, doccioni e guglie: tra le statue spiccano quattro coppie di pugili in combattimento. La cosiddetta guglia del pugile è dedicata a Primo Carnera, primo italiano a vincere, nel 1933, il titolo mondiale dei pesi massimi e ad Erminio Spalla che, invece, fu il primo italiano ad aggiudicarsi il titolo di Campione europeo. Curiosando con sufficiente attenzione, riuscirai a scovare un terzetto di volatili appollaiati su rami di pietra, gli unici piccioni titolati a starsene sul Duomo!

Piccola digressione: se hai il Duomo di fronte a te, sulla tua destra potrai vedere Palazzo Reale, oggi sede di importanti mostre d’arte ed esposizioni. Se vuoi programmare la visita ad una mostra a Palazzo Reale, e hai un solo giorno per visitare Milano, è possibile saltare la coda in biglietteria ed acquistare il biglietto online su Ticketone.

Cosa vedere a Milano in un giorno: guglia del pugile sul Duomo
Cosa vedere a Milano in un giorno: guglia del pugile sul Duomo di Milano. Foto di Andrea Cherchi (www.facebook.com/andreacherchimilano)

Piazza Duomo, centro storico. In metropolitana: linea M1 e M3, fermata Duomo (ottieni indicazioni).

La Cattedrale è aperta alle visite tutti i giorni dalle 8.00 alle 19.00. Ultimo ingresso: ore 18.10 (informazioni aggiornate al link www.duomomilano.it/it/infopage/orari-e-biglietti).

Biglietti a partire da 2 euro per i visitatori (acquista su ticketone). Le tariffe per chi desideri visitare le terrazze del Duomo di Milano sono le seguenti:

  • Biglietto per la salita a piedi: da 4,50 a 9 euro
  • Biglietto per la salita in ascensore: da 7 a 13 euro

Oltre ad acquistare biglietti singoli per visitare le Terrazze del Duomo, la Cattedrale, il Museo o il Battistero, sono in vendita biglietti cumulativi (Duomo Pass) che consentono di accedere a tutte le aree.

Le tariffe del Duomo Pass sono le seguenti (informazioni aggiornate al link www.duomomilano.it/it/infopage/orari-e-biglietti:

  • CULTUREPASS: da 3 a 7 euro
  • DUOMO PASS LIFT: da 8 a 16 euro
  • DUOMO PASS STAIRS: da 6 a 12 euro

Ingresso gratuito per i fedeli. E’ possibile accedere gratuitamente al Duomo in occasione di eventi come il Concerto di Natale.

(2) Museo del Duomo di Milano: tra guglie e piume di colibrì

All’interno del Museo del Duomo, oltre ad ammirare le guglie da vicino, potrai scoprire materiale non in opera nel Duomo e legato alla sua storia e alla sua costruzione: qui è conservata l’intelaiatura in ferro della Madonnina, risalente al 1773, oltre al Tesoro del Duomo, di proprietà del Venerando Capitolo metropolitano, costituito da oggetti liturgici e di culto in uso presso la cattedrale di Milano dal V secolo fino al XVII secolo.

Tra gli innumerevoli oggetti conservati nel Tesoro del Duomo, uno su tutti si distingue per rarità del materiale, preziosità e provenienza: parliamo della spettacolare mitra di piume di Colibrì, prezioso manufatto amanteco dai colori bellissimi, realizzato dagli indigeni amerindi per farne dono a papa Pio IV (1499-1565).

In un dipinto esposto fra le Sale Borromaiche del Museo del Duomo, raffigurante “Gesù tra i dottori”, sono ritratti tre grandi artisti, posti a poca distanza tra loro: Michelangelo, Tiziano e Tintoretto.

Il dipinto in questione, grande tela di tre metri per due, è un’opera d’età giovanile del Tintoretto, che raffigurò Tiziano nel gruppo di sinistra, avvolto dal manto chiaro, nell’atto di voltarsi. Michelangelo è invece in primo piano, chino su un grande libro. L’autoritratto di Tintoretto è invece localizzato nella parte sinistra del dipinto, dietro il Tiziano, ed è rivolto verso chi guarda il dipinto.

cosa vedere a Milano in un giorno: 20 luoghi da visitare
Museo del Duomo di Milano – Vetrata Torre di Babele. Foto di Paolo Vanadia
cosa vedere a Milano in un giorno: 20 luoghi da visitare
Museo del Duomo di Milano – Doccione zoomorfo. Foto di Paolo Vanadia

Come arrivare: Piazza del Duomo, 12 (centro storico). In metropolitana: linea M1 e M3, fermata Duomo (ottieni indicazioni).

Il Museo del Duomo è aperta alle visite tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00. Mercoledì chiuso. Ultimo biglietto: ore 17.00. Ultimo ingresso: ore 17.10. (informazioni aggiornate al link www.duomomilano.it/it/infopage/orari-e-biglietti).

Biglietto intero 3 euro, biglietto ridotto 1 euro valido per bambini 6-12 anni, gruppi religiosi e scuole. Prevendite biglietti su Ticketone (acquista il biglietto).

Per gli iscritti FAI – Fondo Ambiente Italiano è previsto ingresso gratuito al Grande Museo del Duomo di Milano. Altre informazioni al link www.faiperme.fondoambiente.it

(3) Milano città della moda: Armani Silos, visita il Museo laboratorio di Giorgio Armani

Milano è sede della Camera Nazionale della Moda Italiana, e ospita i negozi e le boutique di moda più famose e costose d’Italia. Se sei in città e vuoi scoprire il lato fashion della capitale della moda, da non perdere la visita ad Armani Silos, il Museo laboratorio di Giorgio Armani.

Qui sono esposti alcuni abiti indossati da star del cinema, come il completo indossato da Richard Gere nel celebre film American Gigolo (1980). Perfino i manichini sono animati da uno soffio di creatività! Ognuno è stato pensato per l’abito a cui si accompagna, e con un pizzico di attenzione potrai notare un manichino con delle costole scolpite in evidenza.

Cosa vedere a Milano in un giorno: scopri Armani/Silos, il Museo laboratorio di Giorgio Armani
Cosa vedere a Milano in un giorno: scopri Armani/Silos, il Museo laboratorio di Giorgio Armani

Via Bergognone 40, zona Porta Genova. In metropolitana: linea M2, fermata Porta Genova (ottieni indicazioni).

Armani/Silos è aperto dal mercoledì alla domenica, dalle 11:00 alle 19:00 (informazioni aggiornate al link www.armani.com/silos/it/plan-your-visit/opening-hours-tickets).

Biglietto intero 12 euro. Ingresso gratuito per bambini fino a 6 anni, oltre che per i senior (over 65) il giovedì. Sono disponibili le seguenti riduzioni:

  • Biglietto ridotto per studenti e senior (over 65): 6 euro
  • Altre riduzioni: 8,40 euro per disabili, Docenti, Forze dell’Ordine, Giornalisti, MuseoCard, Ragazzi fino a 26 anni, Gruppi di minimo 15 persone, MilanoCard

Ogni prima domenica del mese, Armani/Silos aderisce all’iniziativa Domenica Al Museo che prevede l’ingresso gratuito per i visitatori.

(4) Moda e collezionismo: da via Montenapoleone al Museo Bagatti Valsecchi

Per tutte le fashion victim è doveroso prevedere una tappa nel famoso Quadrilatero della Moda, racchiuso tra le vie Montenapoleone, Manzoni, della Spiga e Corso Venezia. In questa zona della città è possibile scoprire in anticipo quali saranno le tendenze della moda, visitando gli showroom di tantissime firme note in tutto il mondo, da Versace a Prada, da Gucci a Valentino.

Montenapoleone è la sola via di Milano che si può percorrere in auto solo dal suo centro in senso unico verso le estremità. Se però deciderai di percorrerla a piedi, passeggiando in via Montenapoleone potrai facilmente imbatterti in qualche vip: star system dello spettacolo, della moda, dello sport. Sei pronta a scattarti un selfie con Madonna?

Una casa senza tempo ti aspetta, tra via Santo Spirito e via Gesù, se saprai lasciarti alle spalle le vetrine dorate del Quadrilatero della Moda e la folla impegnata negli acquisti. Varcando la soglia del Museo Bagatti Valsecchi ti perderai in un susseguirsi di stanze delle meraviglie: una casa museo tra le meglio conservate in Europa, che custodisce un’incredibile raccolta di capolavori e oggetti preziosi, rappresentando uno splendido esempio di collezionismo domestico incentrato intorno alla vicenda dei due fratelli milanesi Fausto e Giuseppe Valsecchi.

Si dice che lo scrittore premio Nobel per la letteratura Orhan Pamuk, innamorato di questo luogo, ci sia venuto più volte in incognito: in una delle ultime pagine de Il museo dell’innocenza, quando la voce del narratore è quella dello stesso scrittore inserito nella storia come un personaggio, apprendiamo che «Il signor Kemal, che alla sua morte aveva visitato 5.723 musei in tutto il mondo, approfittava di ogni occasione per recarsi al Museo Bagatti Valsecchi di Milano» perché, come diceva lui, era “uno dei cinque musei più importanti della mia vita”.

Cosa vedere a Milano in un giorno: Casa Museo Bagatti Valsecchi
Milano insolita: in via Gesù la Casa Museo Bagatti Valsecchi. Foto ©Ruggero Longoni, cortesia Ufficio Stampa Museo Bagatti Valsecchi

Via Montenapoleone e il Quadrilatero della Moda sono facilmente raggiungibili con i mezzi pubblici. In metropolitana: linea M3, fermata Montenapoleone, oppure linea M1, fermata San Babila (ottieni indicazioni).

Il Museo Bagatti Valsecchi è in Via Gesù, 5. In metropolitana: linea M3, fermata Montenapoleone (ottieni indicazioni).

Quadrilatero della Moda: sempre aperto. Per gli orari di apertura dei singoli showroom, consultare i siti web aziendali.

Museo Bagatti Valsecchi: da martedì a domenica, dalle 13.00 alle 17.45. Chiuso il lunedì.

Quadrilatero della Moda: ingresso gratuito, visita libera.

Museo Bagatti Valsecchi: biglietto intero 10€, biglietto ridotto 7€ (valido il mercoledì, o per universitari con tessera e adulti sopra i 65 anni), biglietto ridotto 2€ per bambini e ragazzi tra 6 e 18 anni. Ingresso gratuito per bambini fino a 5 anni compresi, accompagnatori di persone con disabilità e Amici del Museo Bagatti Valsecchi. Altre informazioni al link www.museobagattivalsecchi.org

Ingresso gratuito con la tessera Abbonamento Musei Lombardia Milano (scopri di più).

(5) Bramante a Milano: i tesori della Pinacoteca di Brera e uno splendido trompe l’oeuil

E’ ben noto il legame di Milano con Leonardo da Vinci: forse non tutti, però, sanno che questa città accolse anche il Bramante, che giunse a Milano per trovare fortuna, con tutta probabilità tra il 1476 e il 1480: qui venne accolto alla corte di Ludovico il Moro. Bramante si dedicò, inizialmente, quasi completamente alla pittura.

Tra le opere che la critica attribuisce quasi con certezza al Bramante ricordiamo il Cristo alla colonna, esposto in Sala XXIV della Pinacoteca di Brera, e i frammenti degli affreschi rappresentanti Eraclito e Democrito e Uomini dall’alabarda e dallo spadone, presenti in Sala I all’interno del percorso di visita Pinacoteca.

Bramante si distinse come grande innovatore nella produzione architettonica: una delle maggiori opere a lui attribuite, seppure l’assegnazione sia piuttosto discussa, è Santa Maria presso San Satiro, collocata all’inizio di via Torino, splendido esempio di connubio fra un antico luogo di culto altomedievale e una chiesa neorinascimentale.

Siamo di fronte ad uno studio prospettico straordinario grazie al quale Bramante risolse il problema dello spazio riuscendo a ricreare, grazie ad uno splendido trompe l’oeuil, un coro in una profondità di 97 cm anziché 9 metri e 70 come nel disegno originale.

La Pinacoteca di Brera è i via Brera 28. In metropolitana: linea M3, fermata Montenapoleone, oppure linea M2, fermata Lanza (ottieni indicazioni).

La Basilica di Santa Maria presso San Satiro è in Via Torino, 17, a pochi minuti a piedi dal Duomo di Milano. In metropolitana: linea M1, fermata Duomo (ottieni indicazioni).

Pinacoteca di Brera: martedì ore 8.30 – 19.15, mercoledì ore 8.30 – 19.15, giovedì ore 8.30 – 19.15, venerdì ore 8.30 – 19.15, sabato ore 8.30 – 19.15, domenica ore 8.30 – 19.15. Chiuso il lunedì. Chiusura biglietteria dalle ore 18.40.

Basilica di Santa Maria presso San Satiro: da martedì a sabato ore 9.30 – 17.30, domenica ore 14 – 17.30.

Pinacoteca di Brera: biglietto intero 12 euro, biglietto ridotto 8 euro. Riduzione a 3 euro ogni terzo giovedì del mese dalle 18.00 alle 22.15 (chiusura biglietteria ore 21.40), in occasione di Brera/Musica. Riduzione a 2 euro per le iniziative istituzionalmente individuate dal MiBAC. Riduzione ad 1 euro tutti i sabati e le domeniche per gli over 65. Prenotazioni e acquisto biglietti su www.vivaticket.it o tramite infotel 02 92 800 361

Basilica di Santa Maria presso San Satiro: Ingresso libero

Pinacoteca di Brera: ingresso gratuito ogni prima domenica del mese, in occasione delle domeniche al museo (eccetto le mostre con bigliettazione separata). Per informazioni aggiornate su riduzioni e gratuità, visita il sito www.pinacotecabrera.org/visita/biglietti

(6) L’Arco della Pace: visitare Milano a piedi sulle orme di Ernest Hemingway

L’8 febbraio 1806 il consiglio di Milano decise di erigere un Arco di Trionfo, concepito per festeggiare la vittoria francese nella battaglia di Jena, aprendo un nuovo ingresso alla città in corrispondenza della strada del Sempione.

La costruzione, realizzata utilizzando il granito rosa di Baveno e il marmo di Crevoladossola, richiese molti anni e fu testimone del declino napoleonico. La cerimonia di inaugurazione – avvenuta il 10 settembre del 1838 – vide la partecipazione di Ferdinando I, Imperatore d’Austria e re del Lombardo-Veneto. Il monumento fu dedicato alla pace fra le nazioni europee raggiunta con il Congresso di Vienna del 1815.

Ironia della sorte: con il passaggio di Milano all’Austria l’enorme sestiga di bronzo, dapprima rivolta verso la Francia, fu fatta ruotare di 180 gradi affinché il fondoschiena fosse orientato verso la Francia! Da queste parti, molto tempo dopo, passò anche un giovanissimo Hemingway: lo scrittore americano arrivò alla Stazione Garibaldi di Milano, il 7 giugno del 1918, e diventò operativo come guidatore d’autoambulanza.

L’Arco della Pace può essere facilmente raggiunto utilizzando i mezzi pubblici. In metropolitana: linea M5, fermata Domodossola; linea M2, fermate Moscova e Lanza; linea M1, fermata Cairoli Castello (ottieni indicazioni).

L’accesso alla parte esterna dell’Arco della Pace può avvenire in ogni momento della giornata. In taluni momenti dell’anno, è anche possibile visitare l’interno dell’edificio con visite guidate gratuite a cura della Soprintendenza (altre informazioni online su www.beniculturali.it o inviando una email a sabap-mi@beniculturali.it).

L’accesso alla parte esterna dell’Arco della Pace è libero e gratuito.

(7) Castello Sforzesco: rami e corde dorate nella Sala delle Asse

Una piacevole passeggiata a piedi di un quarto d’ora circa separa il Duomo dal Castello Sforzesco di Milano: per secoli i Milanesi hanno considerato il castello emblema di tirannide e dominio straniero. Più volte, in una lunga storia, i cittadini hanno tentato di attaccare e demolire l’odiato edificio.

Al primo piano del torrione nord-est del Castello Sforzesco di Milano è collocata la “Sala delle Asse”, così denominata per via delle assi di legno che si ritiene un tempo rivestissero le pareti, per rendere gli ambienti meno freddi e più confortevoli. La sala, un ambiente importante in cui ospiti ed ambasciatori erano accolti dagli Sforza, rappresenta una eccezionale testimonianza della presenza di Leonardo da Vinci alla corte sforzesca.

Chiamato a Milano da Ludovico Sforza detto il Moro, Leonardo realizzò nel 1498 la decorazione pittorica, impegnandosi a finirla entro pochi mesi. A seguito della conquista del Ducato di Milano, il Castello fu trasformato in caserma e la “Sala delle Asse” dovette subire l’onta di essere adibita a stalla.

Sopra la pittura di Leonardo fu steso un intonaco di calce bianca, rimosso solo alla fine dell’Ottocento. Secoli più tardi, nel 1902, la “Sala delle Asse” fu finalmente inaugurata, dopo un ampio restauro compiuto da Ernesto Rusca. A impreziosire questi ambienti, c’erano intricate fronde di alberi e piante. Al centro del soffitto campeggiava lo stemma degli Sforza-Este.

Al momento in cui scriviamo la Sala delle Asse non è ancora visitabile: l’apertura al pubblico, al termine di un lungo e complesso lavoro di restauro, è prevista per la seconda metà di maggio 2019. Per altre informazioni consulta il sito www.saladelleassecastello.it

Visita il Castello Sforzesco di Milano
Cose da vedere a Milano in un giorno: Castello Sforzesco. Foto di Alessandro Silvestri (flickr.com/photos/alexanderburana).

Il Castello Sforzesco è ben collegato e facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici. In metropolitana: linea M1, fermata Cairoli Castello, oppure linea M2, fermata Lanza (ottieni indicazioni).

Castello Sforzesco: ore 7 – 19.30 dal lunedì alla domenica (informazioni aggiornate al link www.milanocastello.it/it/content/orari-e-biglietteria).

Castello Sforzesco: ingresso libero.

(8) Musei del Castello Sforzesco: dalla vetrata dei pavoni alla Pietà Rondanini

Oggi il Castello Sforzesco è sede di importanti istituzioni culturali e di Civici Musei di arte e archeologia. Dal 1896 ospita una delle più vaste collezioni artistiche della città.

Il percorso sulle arti decorative del XX secolo all’interno del Museo dei Mobili del Castello Sforzesco cela, in Sala XVI (primo piano Corte Ducale), la splendida “Vetrata dei pavoni”, donata da parte di Lindo e Alessandro Grassi.

La vetrata, opera monumentale di quasi 4 metri di altezza realizzata nel 1902 per Villa Mosterts a Somma Lombardo (VA), riprende molti dei temi della “Sala delle Asse”: l’intrico di rami e vegetazione, il nastro dorato annodato alla vegetazione, lo stemma blu.

Le due opere hanno un insospettato legame: l’ architetto che lavorava al Castello a inizio Novecento – a cui si deve in un certo senso la “riscoperta” dell’opera realizzata da Leonardo nel Castello Sforzesco – era Luca Beltrami. Lo stesso architetto progettò anche Villa Mosterts: la “Vetrata dei pavoni”, inoltre, venne realizzata dall’Officina di vetri artistici diretta dal cugino di Luca, Giovanni Beltrami, a cui si deve il cartone preparatorio della vetrata monumentale.

Nei locali dell’Ospedale spagnolo del Castello Sforzesco potrai ammirare la Pietà Rondanini, scolpita da Michelangelo nel 1552-1553 e rilavorata dal 1555 circa al 1564. L’opera venne rinvenuta nello studio di Michelangelo dopo la sua morte e inventariata così: “Statua principiata per un Cristo et un’altra figura di sopra, attaccate insieme, sbozzate e non finite”.

Cosa vedere a Milano in un giorno: la Vetrata dei Pavoni al Castello Sforzesco
Grazie alla donazione da parte di Lindo e Alessandro Grassi, la splendida “Vetrata dei pavoni” è andata ad arricchire il percorso sulle arti decorative del XX secolo all’interno del Museo dei Mobili del Castello Sforzesco di Milano.

Castello Sforzesco, Piazza Castello. In metropolitana: linea M1, fermata Cadorna, Cairoli Castello. Linea M2, fermata Lanza (ottieni indicazioni).

Il Museo dei Mobili è aperto dal martedì alla domenica, dalle 9:00 alle 17:30. Ultimo ingresso ore 17 (solo visitatori già in possesso di biglietto).

Per informazioni aggiornate sugli orari di apertura degli altri musei civici all’interno del Castello Sforzesco, visita il sito www.milanocastello.it e accedi alla sezione Musei Biblioteche Archivi.

Biglietto Intero 5 euro, biglietto ridotto 3 euro, ingresso gratuito per visitatori fino al compimento dei 18 anni di età; studenti della scuola superiore e insegnanti accompagnatori di scolaresche; guide turistiche dell’Unione Europea; interpreti turistici quando occorra la loro opera a fianco della guida; disabili e loro accompagnatori; giornalisti e studiosi accreditati con permesso della direzione del Museo; funzionari di soprintendenze statali e regionali, membri dell’ICOM.

Il biglietto ha validità giornaliera e consente l’ingresso a tutti i musei del Castello.

Ogni prima domenica del mese, i Musei del Castello Sforzesco aderiscono all’iniziativa Domenica Al Museo che prevede l’ingresso gratuito per i visitatori.

(9) Le Colonne di San Lorenzo: dall’antica Roma al miglior Vodka sour della città

Sedici colonne corinzie, provenienti forse dall’antico Foro, si aprono su un vasto slargo – uno dei luoghi più frequentati da ragazze e ragazzi di ogni età – su cui affaccia la Basilica di San Lorenzo Maggiore.

San Lorenzo ha un’origine misteriosa: nessuna fonte letteraria coeva ne fa cenno prima del V secolo, fatto curioso se si pensa alle superbe decorazioni che la ornavano. Per costruirla vennero utilizzati materiali da costruzione dell’anfiteatro romano, che iniziava a cadere in disuso.

In un’abside della basilica è visibile un frammento dell’antica iconografia di Cristo come sole, Sol invictus, che percorre la volta celeste su un carro irradiando di vita il mondo naturale. Ancora oggi, il 25 dicembre i raggi di luce provenienti dall’esterno colpiscono la sagoma della grande finestra collocata sopra questo mosaico, raggiungendo il pavimento in un punto identificabile con l’esatto centro della cappella.

Un tempo questa zona era tra le più malfamate del centro antico, frequentata da malavitosi, prostitute e popolani: nell’antica piazza della Vetra, dietro l’abside della basilica, era collocato il palco per le esecuzioni capitali.

Tornando ai giorni d’oggi, a due passi dalle colonne di San Lorenzo troverai quello che è probabilmente il miglior Vodka sour della zona: il Luca’s Bar – in Corso di Porta Ticinese, 51/b – è una sorta di tempio, inamovibile dal 1992.

Corso di Porta Ticinese. In metropolitana: linea M2, fermata Sant’Ambrogio (ottieni indicazioni).

L’accesso alle Colonne di San Lorenzo può avvenire in ogni momento della giornata.

Basilica di San Lorenzo Maggiore: apertura dal lunedì al venerdì ore 08:00 – 18.30; sabato e domenica ore 9:00 – 19:00 (informazioni aggiornate tramite infotel 0289404129 e sul sito www.sanlorenzomaggiore.com).

L’accesso alla Basilica di San Lorenzo Maggiore è libero e gratuito.

(10) Milano e le vie d’acqua: mercatini sul Naviglio Grande

Tappa obbligatoria in una delle zone più trendy di Milano, il Naviglio Grande: il più antico dei canali cittadini è animato, l’ultima domenica di ogni mese, da mercatini di ogni tipo, con oggetti di antiquariato e arte, mobili, oggetti vintage, orologi, porcellane, giochi da tavolo. Periodicamente potrai imbatterti anche in bancarelle di fiori e prodotti tipici (in occasione di “Fiori e sapori Naviglio Grande”).

Per acquistare i tuoi regali prima di ripartire da Milano, ti conviene arrivare di buon’ora in modo da trovare i pezzi migliori prima del pieno di folla: solitamente i mercatini lungo il Naviglio Grande aprono alle 9 del mattino. Il calendario completo delle manifestazioni in programma quest’anno è online al link www.navigliogrande.mi.it/eventi

Il Naviglio Grande, nella parte più vicina alla cosiddetta Nuova Darsena di Milano, è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici. In metropolitana: linea M2, fermata Porta Genova (ottieni indicazioni).

Dalle 9:00 alle 19:00 per il mercatino dell’antiquariato (per informazioni aggiornate contatta l’Associazione del Naviglio Grande tramite  infotel 02 – 89409971 o email scrivendo a info@navigliogrande.mi.it

Tutti i mercatini sono solitamente ad ingresso gratuito (visita libera).

(11) Corso Vittorio Emanuele II e lo “Scior Carera”

Dopo aver visitato il Duomo, con tutta probabilità la tua attenzione sarà calamitata da una delle tante boutique che si susseguono lungo Corso Vittorio Emanuele II, una delle vie preferite da chi si reca a Milano per fare shopping.

Il corso, che collega il Duomo a San Babila, rappresenta una delle strade più antiche della città: nei Promessi Sposi, Manzoni poneva qui il forno delle Grucce – in milanese chiamato el Prestin di Scansc – preso d’assalto dal popolo in rivolta.

Fai attenzione all’uomo di pietra, mentre passeggi tra una boutique e l’altra: è a metà circa del corso – al civico 13 sotto i portici del lato nord – e risale al III secolo d.C.

Al cosiddetto “Omm de preja” o “Scior Carera” (da leggersi sciur carera) venivano appesi cartigli anonimi che esprimevano il malcontento e la satira dei milanesi contro il governo asburgico: una sorta di bacheca pubblica, su cui nottetempo venivano affisse frasi satiriche e caustiche, o parole di giustizia e libertà, che sarebbero state lette il mattino successivo da chi passava per la cosiddetta Corsia dei Servi.

Corso Vittorio Emanuele II è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici. In metropolitana: linea M1, fermate Duomo o San Babila a pochi minuti a piedi di distanza tra loro (ottieni indicazioni).

Sempre aperto. Per gli orari di apertura dei singoli showroom, consultare i siti web aziendali.

Ingresso gratuito, visita libera.

(12) Milano insolita: il labirinto di Arnaldo Pomodoro

Per conoscere una Milano insolita e fuori dai soliti circuiti, programma una visita al grande environment di Arnaldo Pomodoro, Ingresso nel labirinto: potrai accedere ad una gigantesca installazione, estesa su 170 mq circa con altezza massima di 3,80 m e collocata negli spazi ipogei dell’edificio ex Riva Calzoni di via Solari, già sede espositiva della Fondazione Arnaldo Pomodoro e ora headquarter milanese di Fendi.

L’Ingresso al Labirinto segreto di Arnaldo Pomodoro è emozionante, estraniante e ti porterà in un mondo che al primo impatto potrebbe apparirti quasi “alieno”.

Addentrarsi tra le stanze del labirinto ti condurrà in un viaggio magico e misterioso nella mente del Maestro, tra rielaborazioni di sculture già note e forme ancora in divenire: l’ingresso nel labirinto ti porterà in un’opera senza tempo che evoca mondi passati e civiltà scomparse, intrisa delle atmosfere mesopotamiche dell’Epopea di Gilgamesh.

Cosa vedere a Milano in un giorno: scopri il labirinto segreto di Arnaldo Pomodoro
Cosa vedere a Milano: scopri il labirinto segreto di Arnaldo Pomodoro. Foto di Paolo Vanadia
Cosa vedere a Milano in un giorno: scopri il labirinto segreto di Arnaldo Pomodoro
Cosa vedere a Milano in un giorno: scopri il labirinto segreto di Arnaldo Pomodoro

Via Solari 35, Milano è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici. In metropolitana: linea M2, fermata Porta Genova (ottieni indicazioni).

Visite guidate con prenotazione obbligatoria, della durata di un’ora, secondo il calendario aggiornato disponibile online al link www.fondazionearnaldopomodoro.it/visita/il-labirinto-di-pomodoro-singoli

Nei primi anni di apertura al pubblico è stato possibile accedere gratuitamente al Labirinto di Arnaldo Pomodoro. Ad oggi le tariffe per l’accesso al labirinto sono le seguenti (informazioni aggiornate al link www.fondazionearnaldopomodoro.it/visita/il-labirinto-di-pomodoro-singoli):

  • Biglietto intero: 11 euro
  • Biglietto ridotto: 8 euro
  • Ingresso gratuito per bambini di età inferiore ai 4 anni, soci Fondazione Arnaldo Pomodoro

(13) Milano insolita: la casa 770 di via Poerio

Al civico 35 di via Poerio, a poca distanza da Porta Venezia, è collocata una casa alquanto singolare di Milano, all’interno di una piccola palazzina completamente in antitesi con le altre presenti nella stessa strada. Non si può non notarla.

L’abitazione è una delle case 770 sparse per il mondo: per comprendere meglio la storia di queste abitazioni, bisogna fare un salto indietro nel tempo, tornando al 1940, quando un gruppo di una grande dinastia di ultra ortodossi, i Lubavitcher, acquistò un piccolo fabbricato in stile gotico al 770 di Eastern Parkway a Crown Heights, Brooklyn, per il rabbino Yoseph Yitzchak Schneerson, da poco emigrato negli Stati Uniti per sfuggire alle persecuzioni naziste.

Dopo la sua scomparsa la casa fu ereditata da suo genero, il rabbino Menachem Mendel Schneerson, carismatico direttore del movimento Chabad-Lubavitch, movimento internazionale dedito alla diffusione della chassidut, insieme di insegnamenti, interpretazioni e direttive dell’Ebraismo nonché fondatore dei centri Chabad, luoghi di incontro delle comunità ebraiche, oggi diffusi i tutti il mondo.

La grande devozione ed il carisma del rabbino Menachem Mendel Schneerson fecero della casa 770 di Brooklyn un luogo di culto e devozione tanto da essere replicate in tutto il mondo.

Le case 770 sono presenti negli Stati Uniti a Brooklyn, New Jersey, Cleveland e Los Angeles, in Canada a Montreal, Israele a Ramat Shlomo vicino Gerusalemme, Kfar Chabad e Kfar Tpuach vicino Tel Aviv, Kiryat Ata, Zichron Yakov vicino Haifa, in Brasile a San Paolo, Argentina, Buenos Aires, in Australia a Melbourne, in Cile a Santiago ed in Ucraina a Dnprodzerinsk.

Cosa vedere a Milano: scopri la casa 770 di via Poerio
Cosa vedere a Milano: scopri la casa 770 di via Poerio. Foto via www.robbinsbecher.com/770.html

La Casa 770 di via Poerio è a circa 8 minuti da piedi dalla metro MM1 Porta Venezia. Quasi analoga distanza dalla fermata MM1 Palestro (come arrivare).

Non ci risulta sia attivo un calendario di visite guidate alla Casa 770 di via Poerio: per ulteriori informazioni, puoi contattare il rabbino Levi Hezkia tramite form online al link www.chabad.it/centri/default.asp?citta=1&tipo=13&centro=27

Per informazioni aggiornate visita la sezione Contatti del sito www.chabad.it

(14) Pinacoteca Ambrosiana: ammirare la natura morta più famosa dell’arte italiana

La Pinacoteca Ambrosiana rappresenta uno dei luoghi più ricchi di storia della città, ed è molto visitata dai turisti (soprattutto stranieri).

Sotto la Pinacoteca sorge l’antico Foro Romano, la piazza principale della città, intorno il quale sorgevano gli edifici più importanti, la Curia, i Templi, le botteghe e dove si svolgeva la vita sociale e religiosa.

Risalendo in superficie è possibile accedere alla Pinacoteca e alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana, due luoghi strettamente connessi, entrambi voluti dal Cardinale Federico Borromeo.

La Pinacoteca venne fondata intorno al 1618, per assicurare una formazione culturale gratuita a chiunque avesse qualità artistiche o intellettuali. La Pinacoteca Ambrosiana di Milano ospita un capolavoro di Caravaggio, la Canestra di Frutta, opera divenuta un’icona della pittura, rappresentando la natura morta più famosa dell’arte italiana al punto da essere raffigurata sulla banconota da 100.000 lire, emessa in Italia dal 1994 al 1998.

Nota anche con il nome antico di Fiscella, è un dipinto a olio su tela di 47 cm di altezza e 62 di lunghezza realizzato tra il 1594 e il 1598. L’opera venne forse commissionata dal cardinale Del Monte probabilmente al fine di farne dono al Borromeo, mentre quest’ultimo soggiornava a Roma.

La Veneranda Biblioteca Ambrosiana custodisce il Codice Atlantico, una stupefacente raccolta di 1119 fogli autografi di Leonardo da Vinci, per un totale di circa 1750 disegni. Qui potrai ammirare la collezione leonardiana più importante e completa al mondo.

La Pinacoteca Ambrosiana è in Piazza Pio XI, 2 ed è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici. A poca distanza si trovano le fermate metro MM1 Duomo e MM1 Cordusio (come arrivare).

Pinacoteca Ambrosiana: da martedì a domenica ore 10.00 – 18.00 (ultimo ingresso 17:30; la visita richiede tuttavia un minimo di 90 minuti). Aperto il lunedì dell’Angelo (Pasquetta). Chiuso il lunedì, il 25 Dicembre, 1 Gennaio, il giorno di Pasqua.

Biblioteca Ambrosiana: la sala lettura è aperta da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 17.00.

Pinacoteca Ambrosiana: biglietto intero 15 euro, biglietto ridotto 10 euro. Ingresso gratuito per i rgazzi al di sotto dei 14 anni accompagnati da un adulto pagante (massimo 5 bambini per adulto). Informazioni aggiornate su riduzioni e costi al link www.ambrosiana.it

(15) Triennale di Milano: Olivetti Valentine e Vespa 125 Piaggio al Museo del Design

La Triennale di Milano è un laboratorio della modernità all’italiana che produce mostre, convegni ed eventi di arte, design, architettura, moda, cinema, comunicazione e società.

La storia della Triennale affonda le sue radici negli anni venti del secolo scorso: nel 1923 nacque infatti, a Monza, la prima Esposizione Internazionale delle Arti Decorative, manifestazione a cadenza biennale – ospitata nel parco della Villa Reale di Monza – che si proponeva di stimolare le relazioni tra industria, arte e società.

La rassegna d’arte diventò finalmente Triennale col trasferimento a Milano il 10 maggio del 1933, nell’anno in cui terminarono i lavori per la realizzazione del Palazzo dell’Arte di Giovanni Muzio, sua attuale sede. L’edificio, sito in viale Emilio Alemagna 6 (all’epoca viale Italia), fu realizzato nell’arco di soli diciotto mesi, tra l’autunno del 1931 e la primavera del 1933, grazie al lascito di circa 5 milioni di lire del cavaliere del lavoro e senatore Antonio Bernocchi, il cui nome campeggia tuttora sopra l’ingresso principale.

All’interno della Triennale si trovano il Teatro dell’Arte e il Triennale Design Museum, primo museo del Design creato in Italia, riaperto nel 2007 con un nuovo percorso di visita che espone gli oggetti più rappresentativi del Design italiano – dalla Vespa 125 Piaggio del 1951 alla macchina da scrivere Olivetti Valentine di Ettore Sottsass.

La Triennale di Milano, in Viale Emilio Alemagna 6, è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici (come arrivare). Metro: linee 1 e 2 Fermata Cadorna-Triennale. Autobus: Linea 61, Fermata Triennale. BikeMi: stazione 33.

Da martedì a domenica ore 10.30 – 20.30. La biglietteria chiude un’ora prima delle mostre.

Visita tutte le mostre della Triennale con un unico biglietto: intero 13 Euro, ridotto 11 euro per dipendenti e abbonati annuali ATM.

La Triennale di Milano fa parte dei siti di interesse storico ed artistico della Lombardia visitabili liberamente e senza limiti con l’ Abbonamento Musei Lombardia Milano, tessera valida 365 giorni dalla data di acquisto.

La card può essere acquistata online, sul sito www.abbonamentomusei.it, e in alcuni dei musei aderenti al circuito.

(16) Piazza dei Mercanti: a tu per tu con la più antica insegna cittadina

Piazza dei Mercanti costituisce un antico cuore cittadino a pochi passi dal Duomo: questa piazza era in origine a forma quadrata e tra il 1228 ed il 1251, su decisione dei Rettori del Comune, fu adibita a Nuovo Broletto in sostituzione del vecchio che si trovava nell’area dove oggi sorge Palazzo Reale.

Nell’alto medioevo col termine “Broletto” si indicava un prato recintato o una piazza alberata, dove esercitare la giustizia. Nella piazza che oggi ospita il Palazzo della Ragione si svolgeva la vita dell’antico comune. Il popolo si radunava nella piazza passando attraverso sei arcate, corrispondenti alle sei porte della cerchia delle mura medioevali – una per ogni sestiere (quartiere storico) della città.

La piazza cambiò conformazione grazie alla costruzione, datata 1228, dell’attuale Palazzo della Ragione. L’edificio fu detto “delle Ragioni” perché questo luogo era deputato all’amministrazione della giustizia, sia civile che penale, da parte dei Giudici. A simboleggiare la vigilanza e la celerità della giustizia vi erano due simboli, il Gallo ed il Cavallo.

Durante i lavori di costruzione del Palazzo della Ragione venne ritrovato un piccolo bassorilievo con l’emblema della “scrofa semi-lanuta”, visibile ancora oggi sopra il pilastro del secondo arco della loggia a piano terra. Si tratta probabilmente della più antica insegna cittadina, presumibilmente d’epoca romano-celtica, forse etrusca.

La scrofa semilanuta rimase il simbolo di Milano fino a quando, in epoca medievale, venne sostituita dal biscione dei Visconti: ancora oggi puoi trovarla raffigurata, oltre che in Piazza dei Mercanti, anche in uno stemma nel cortile interno di Palazzo Marino in piazza della Scala e sul gonfalone ufficiale del capoluogo lombardo, ai piedi di Sant’Ambrogio.

Piazza dei Mercanti è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici (come arrivare). Metro: linea 1 fermate Duomo e Cordusio.

L’accesso a Piazza dei Mercanti può avvenire in ogni momento della giornata.

Palazzo della Ragione: una volta terminati i lavori di ristrutturazione, sarà visitabile in occasione di mostre temporanee il martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30 – 20.30 giovedì e sabato 9.30 – 22.30.

L’accesso a Piazza dei Mercanti è libero e gratuito.

Palazzo della Ragione: il visitatore con disabilità paga biglietto ridotto e l’accompagnatore usufruisce di biglietto gratuito. Informazioni aggiornate al link www.palazzodellaragionefotografia.it

17 – Milano Liberty: l’orecchio-citofono e la Vittoria Alata di Adolfo Wildt

In via Cappuccini 8, all’interno del cosiddetto Quadrilatero del silenzio, si trova uno dei palazzi più eclettici di Milano, Casa Berri Meregalli: in questo edificio potrai riconoscere tratti gotici, romanici e rinascimentali che si mescolano con lo stile liberty.

Palazzo Berri Meregalli fu eretto tra il 1911 e il 1914 su progetto del piacentino Giulio Ulisse Arata, architetto incaricato del recupero del centro storico di Bologna e del Nuovo Ospedale Maggiore di Milano.

Nell’atrio del palazzo – parzialmente nascosto da un imponente cancello in ferro battuto realizzato da Alessandro Mazzucotelli – campeggia una splendida Vittoria Alata, opera di Adolfo Wildt, a cui fu commissionata intorno il 1918 proprio per adornare l’androne.

La Vittoria Alata raffigura una testa di donna, delicatamente abbellita con un velo e con un paio di delicate ali stilizzate. Non lontano da casa Sola-Busca, nel giardino di Villa Reale posto sul retro della Galleria d’Arte Moderna, è celata un’altra scultura di Wildt, la trilogia costituita dal Santo, il Giovane ed il Vecchio.

Il Quadrilatero del silenzio riserva un’altra sorpresa al visitatore che arriva fin qui: in via Serbelloni 10, accanto all’ingresso del Palazzo Sola-Busca, potrai ammirare una curiosa scultura che riproduce un orecchio con tanto di padiglione auricolare, condotto uditivo e ciocche di capelli. La scultura, opera di Adolfo Wildt, era un citofono attraverso il quale si parlava con la portineria. Persino la musica ha reso omaggio all’orecchio di Wildt! La scultura è stata infatti utilizzata dal cantautore milanese Eugenio Finardi per la copertina del suo album “Acustica”.

Casa Berri Meregalli, in via Cappuccini 8, e il Giardino della Villa Belgiojoso Bonaparte, sono facilmente raggiungibili con i mezzi pubblici (come arrivare). Metro: linea 1 fermata Palestro.

Casa Berri Meregalli è un edificio privato: puoi chiedere al portiere il permesso di accedere all’androne e di ammirare, seppure per un solo istante, la Vittoria Alata di Adolfo Wildt.

Giardino della Villa Belgiojoso Bonaparte: apertura da maggio a ottobre ore 9 – 19.00, da novembre ad aprile ore 9.00 – 16.00.

Giardino della Villa Belgiojoso Bonaparte: accesso gratuito. Il giardino è recintato e normalmente presidiato dalle GEV (Guardie Ecologiche Volontarie); l’ingresso è riservato ai bambini accompagnati dagli adulti.

Esiste un percorso botanico, organizzato dalle Guardie Ecologiche Volontarie, che prevede una guida con la descrizione delle principali essenze presenti (scarica la guida al percorso botanico di Villa Reale).

Speriamo che questo breve tour alla scoperta dei luoghi da vedere a Milano ti sia piaciuto. Se hai suggerimenti su altri luoghi di interesse, o domande e osservazioni sui posti da visitare a Milano inseriti in questo articolo, scrivi un commento qui sotto.

Credits immagine di copertina: Canestra di frutta di Caravaggio, Pinacoteca Ambrosiana di Milano.

Hai trovato utile questo articolo? Iscriviti alla newsletter con tutte le ultime news e gli sconti validi per i lettori di Eventiatmilano.it

Paolo Vanadia

SEGNALA IL TUO EVENTO A MILANO

Segnala e promuovi il tuo evento a Milano (e non solo) su Eventiatmilano.it e sui social media - Facebook, Twitter, Instagram
24 Condivisioni

Commenti

Inserisci un commento