La grande abbuffata al Teatro Fontana

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La grande abbuffata al Teatro Fontana

La grande abbuffata al Teatro Fontana di Milano

La grande abbuffata al Teatro Fontana di Milano

Il Teatro Fontana di Milano inaugura la riapertura dei suoi spazi presentando al pubblico in prima assoluta l’adattamento teatrale del film “La grande abbuffata”, prodotto da Elsinor insieme al Teatro Metastasio di Prato, con una drammaturgia inedita firmata dal regista Michele Sinisi e da Francesco Maria Asselta. In scena dal 4 al 13 giugno.

Fischiato al Festival di Cannes dalla critica per la sgradevolezza e la volgarità pornografica delle immagini, il film di Ferreri ebbe invece un incredibile successo di pubblico, inusuale se si considera la forza eversiva e antiborghese dei suoi contenuti.

La storia dei quattro amici che si rinchiudono in una villa decisi a suicidarsi mangiando e bevendo fino alla morte diventa potente allegoria di una società incentrata sul consumo, abituata a divorare tutto.

Insieme al drammaturgo Francesco M. Asselta, il regista opera una vera e propria riscrittura del testo indagando sul rapporto fra un sistema tuttora votato all’abbuffata indiscriminata (di informazioni, di prodotti, di opinioni, di fatti senza soluzione di continuità) e il corpo come organismo in grado di riprendere possesso del presente tornando alla sua esistenza fisiologica.

Lo spettacolo diventa il punto finale di un processo creativo cominciato molto prima e raccontato attraverso brevi trailer, interviste, incursioni durante le prove documentati e pubblicati sui canali social del Teatro Fontana.

Partendo dal presupposto che il teatro debba prima di tutto curiosare nella zona della verità ed essere specchio del presente – per dirla con il regista – Michele Sinisi allestisce lo spettacolo proprio sulla scia dell’esperienza vissuta in questi ultimi mesi: “Durante il lockdown sono saltati i confini del concetto di rito – afferma Sinisi – ricominciare come se nulla fosse successo è impensabile. Abbiamo accettato la violenza del teatro in streaming e non ci siamo resi conto che l’assenza del teatro era il teatro stesso. A questo punto per me si è reso necessario ripensare al linguaggio teatrale ed esplorare nuovi codici comunicativi”.

Su una scena volutamente disadorna in cui compaiono un tavolo da obitorio, una cucina rudimentale, uno schermo, tre celle di acciaio e, sullo sfondo, un water pronto ad esplodere issato su una pedana, assistiamo ad una contaminazione continua tra palco e platea, ad un’iper produzione di segni e linguaggi diversi in cui fanno incursione video pescati dalla rete, schermi, jingle pubblicitari, file audio in dialetto pugliese stretto diventati virali su WhatsApp. Un’esplorazione continua dell’osceno che dialoga ironicamente con la narrazione televisiva, la fiction, la pornografia dell’immagine e, in sintesi, con il nostro presente.

E così i personaggi che abitano la scena entrano ed escono dalla parte in continuazione, mettono in discussione la trama, fanno e disfano battute, improvvisano ricordando allo spettatore di essere prima di tutto attori, impegnati in una ricerca creativa che va ben al di là della semplice finzione.

NOTE DI REGIA

La Grande abbuffata è un racconto umano e artistico nel senso più concreto. Gli interpreti dello spettacolo sono, come nel film, presenti coi loro stessi nomi, per chiarire ulteriormente il risvolto umano dell’opera sul pubblico, così come volle Ferreri. L’obiettivo dell’autore era farne lo specchio del tempo, in cui la società occidentale evidentemente mostrava i segni dello sgretolamento, in cui la struttura storica e le radici del suo stesso pensiero conclamavano il principio della fase dissolutoria. Tutto questo è passato non però attraverso una narrazione pedante, moralizzante, né tantomeno per il tramite di una provocazione esibita in modo pretestuoso e gratuito. Il calore dell’amicizia permette ai quattro personaggi di condividere l’aspetto primordiale della vita ch’è semplicemente il sentirla al cospetto della morte, il momento della reale libertà di ognuno. Quella sicurezza, quella bellezza dello stare assieme senza giudizi, permette loro di riappropriarsi del presente in totale contatto con gli aspetti fisiologici della nostra esistenza: mangiare e fare sesso. In questo patto tra i quattro si assiste a ciò che il mangiare e il sesso sono già diventati per la società dell’epoca (si parla del 1973): hanno chiaramente assunto una funzione diversa dal naturale ruolo nutritivo e riproduttivo, son divenuti culturalmente segni opulenti dell’attestazione del potere, del desiderio di conquistare la vita e di comandarla, di governarla in assoluto governandone anche la fine. Questa relazione è metafora di un’abbuffata progredita oggi, ad esempio, nella consuetudine con cui un reportage su catastrofi naturali, su fatti di cronaca sconvolgenti, sono intervallati da pubblicità di prodotti di consumo e subito dopo da richieste di aiuto per popolazioni del terzo mondo da parte di onlus che fatturano a 7 zeri grazie all’offerta catartica per il nostro senso di colpa. Questo, oggi come allora, avviene ad una velocità e con uno stordimento tali per cui l’aspetto fisiologico cede il passo ad un ingurgitare ansioso e inquieto. Si è schiacciati dalle nostre possibilità, la spettacolarizzazione dell’esistenza riflette all’infinito le opportunità di scelta rendendoci privi di fondamento naturale. La voglia e il desiderio indotto dal sistema culturale annullano ogni contatto con l’esistenza fisiologica, così come tra azione e responsabilità, e si vive in una bolla per cui il dolore e la necessità dell’aria, quanto l’amore e il sesso, diventano occasioni rivoluzionarie difficili da gestire tanto quanto il mistero del primo vagito di un neonato. Arriviamo alla teorizzazione dell’attimo e del principio di ogni agire, abbracciando un’ignoranza vitale e biologica tale per cui l’istinto selvaggio sbocca in un accumulo mostruoso e autodistruttivo di ogni frammento di accadimento panico.

La scena è lo spazio per l’esperienza che i quattro amici hanno deciso di vivere. Il piacere assoluto del mangiare e del sesso è tale per cui la vita stessa di ciascuno non può sopportare tanta conoscenza. È il corpo a riprendere possesso del presente, lì dove la testa è arrivata ad invadere ogni spazio vitale. Il sapere dell’essere umano mi interessa per il modo con cui coinvolge il corpo nel momento della sua stessa trasmissione, nell’atto della condivisione di ciò che si è imparato e s’è capito. C’è un punto in cui il corpo e la mente vivono insieme la consapevolezza di ogni istante che passa. Forse lì si nasconde il naturale senso del tutto, che da quando abbiamo cominciato a ragionare ci fa dire Dio, fortuna, destino, speranza, paura e felicità e altre parole simili.
Michele Sinisi

DALL’OMONIMO FILM DI MARCO FERRERI

DRAMMATURGIA DI FRANCESCO MARIA ASSELTA, MICHELE SINISI

SCENOGRAFIA FEDERICO BIANCALANI

DIREZIONE TECNICA ROSSANO SIRAGUSANO

CON STEFANO BRASCHI, NINNI BRUSCHETTA, GIANNI D’ADDARIO, SARA DRAGO, MARISA GRIMALDO, STEFANIA MEDRI, DONATO PATERNOSTER, ADELE TIRANTE

REGIA MICHELE SINISI

AIUTO REGIA NICOLÒ VALANDRO

PRODUZIONE ELSINOR CENTRO DI PRODUZIONE TEATRALE, TEATRO METASTASIO DI PRATO

Spettacolo inserito in abbonamento Invito a Teatro – Sono presenti scene di nudo integrale

Immagine di copertina: foto di Luca Del Pia, cortesia Ufficio Stampa Teatro Fontana

Eventiatmilano.it non è l’organizzatore dell’evento e non è responsabile di eventuali cambiamenti di programma. Verifica sempre il sito web di riferimento per informazioni aggiornate sull’evento.

INDIRIZZO | DATA E ORARI

Teatro Fontana, Via G.A. Boltraffio, 21, Milano – Dal 4 al 13 giugno 2021

Orari spettacoli

  • Mercoledì-sabato ore 20.30
  • 11 giugno ore 19.30
  • Domenica ore 17.00
  • Lunedì 7 e martedì 8 giugno riposo

COSTI

I Biglietti sono acquistabili online al link www.vivaticket.com/it/biglietto/la-grande-abbuffata/155581

INTERO € 21,00

GIOVEDÌ SERA € 17,00

CONVENZIONI* € 17,00

OVER 65 / UNDER 14 € 10,00
UNDER 26 € 15,00

TEATRO IN BICI € 15,00

PREVENDITA E PRENOTAZIONE € 1,00

INFO

Da lunedì a venerdì dalle 9.30 alle 13 e dalle 14 alle 18.00 infotel 02.69015733 e email biglietteria@teatrofontana.it

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Giu 04 2021

Dettagli

Dal 4 giugno
Al 13 giugno
Costo 21€
Categorie:

Location

Teatro Fontana, Milano

Via Boltraffio, 21
milano, 20159 Italia

+ Google Maps

Telefono

+39 02 6901 5733

Organizzatore

Teatro Fontana Milano
Telefono +39 02 69 01 57 33

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