“Essere Leonardo da Vinci” in scena a Milano

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“Essere Leonardo da Vinci” in scena a Milano

“Essere Leonardo da Vinci” in scena al Piccolo Teatro Studio Melato di Milano
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“Essere Leonardo da Vinci” in scena al Piccolo Teatro Studio Melato di Milano

Dal 2 al 5 maggio al Piccolo Teatro Studio Melato di Milano lo spettacolo teatrale di Massimiliano Finazzer Flory dedicato al genio toscano. Articolo a cura di Sara Brunelli, curatrice del sito web Agenda della Scienza.

Il palco del Piccolo Teatro Studio Melato ospita, dal 2 al 5 maggio,  lo spettacolo “Essere Leonardo da Vinci”, scritto e interpretato da Massimiliano Finazzer Flory.

Le mille sfaccettature del grande genio toscano, che ha saputo coniugare pittura, scienza, invenzione e scoperta, si svelano attraverso un’intervista impossibile, condotta da due giornalisti a caccia di scoop.

La rappresentazione è un omaggio a Leonardo da Vinci nel cinquecentenario della sua morte, ma anche un progetto che ha radici lontane nel tempo. L’ispirazione dello spettacolo infatti è nata a Londra, nel 2012, dalla lettura scenica allestita da Massimiliano Finazzer Flory in occasione della mostra “Leonardo da Vinci. Painter at the court of Milan” alla National Gallery.

Da allora sono nati lo spettacolo teatrale completo e il film “Essere Leonardo da Vinci – Un’intervista impossibile”, che ha già vinto diversi premio all’estero e uscirà in Italia nei prossimi giorni.

Nello spettacolo in programma al Piccolo, Massimiliano Finazzer Flory, nei panni di Leonardo da Vinci, ne ripercorre la vita in lingua rinascimentale, mettendo in scena l’anima di Leonardo e “tenendo insieme nella sua opera il punto di vista dell’artista e dello scienziato”. Insieme a Finnazzer Flory sul palco gli attori Gianni Quillico e Jacopo Rampini, nei panni dei giornalisti.

Per informazioni: https://www.piccoloteatro.org/it/2018-2019/essere-leonardo-da-vinci

“Essere Leonardo da Vinci”: recensione dello spettacolo

Un genio, due giornalisti, un’intervista impossibile: riscoprire Leonardo da Vinci attraverso le sue parole.

Sono pochi i personaggi del passato che godono di una fama longeva e “familiare” come quella di Leonardo da Vinci. Viene celebrato in tutto il mondo come genio, pittore, scienziato, artista…e tutti, in modo più o meno approfondito, conosciamo la sua storia.

A cosa è dovuta questa fama, che ci porta ancora oggi a celebrarlo, a 500 anni dalla sua morte? Sembra questa la domanda a cui vuole rispondere Massimiliano Finazzer Flory con il suo spettacolo “Essere Leonardo da Vinci. Un’intervista impossibile”, in programma al Piccolo Teatro Studio Melato di Milano fino al 5 maggio.

In scena l’attore e regista veste i panni di Leonardo, intervistato da due moderni giornalisti che lo incalzano con domande sulla sua vita e le sue opere. Una intervista “impossibile” che porta lo spettatore avanti e indietro nel tempo. Con Leonardo-Finazzer, vestito alla guisa di un uomo rinascimentale, siamo nel ‘500. Con i due giornalisti, interpretati da Gianni Quirico e Jacopo Rampini, che arrivano in scena l’uno con carta e penna e l’altro con il suo portatile, siamo ai giorni nostri.

Anche il linguaggio riflette i due piani temporali. Mentre i giornalisti parlano un italiano contemporaneo, fanno riferimento a “informazioni lette su Internet” e alle moderne tecnologie, Leonardo risponde in lingua rinascimentale, citando testi originali tratti delle sue opere, tra le quali il Trattato di Pittura.

Con le prime domande Leonardo si presenta, definendosi come un “inventore e interprete della natura”. Parla dell’amata arte della pittura e di ciò che rende un artista un “bono pittore”, dei suoi studi di fisica e della passione per il volo. Mano a mano il ritmo si fa più incalzante. Gli intervistatori alludono agli studi di anatomia, in un’epoca in cui era vietata la sezione dei cadaveri, e Leonardo risponde mimando le figure degli apostoli dipinti nel Cenacolo. Gli chiedono degli attacchi dei nemici, del perché l’uomo dovrebbe volare, della divisione dei saperi, che per Leonardo “indebolisce la conoscenza”. Citano la realtà virtuale e lui risponde con i suoi studi sulla prospettiva e il “San Girolamo”, l’opera custodita nei Musei Vaticani.

Il confronto è serrato e attraverso le 67 domande poste dai due giornalisti emerge a poco a poco il ritratto di una figura eclettica, che si è impegnata in molti campi diversi ed è riuscita a eccellere in ciascuno di essi perché al centro di tutto c’è sempre stata una ricerca dell’essenza ultima della Natura e dell’Uomo come parte di essa.

Non sempre è facile capire la lingua di Leonardo, ma il ruolo di “interpreti” è affidato ai due giornalisti, nei quali, nel crescendo della suspense, lo spettatore è portato a riconoscersi. Le loro domande, infatti, rispecchiano le curiosità e la voglia di conoscere che l’artista e scienziato rinascimentale suscita ancora oggi nell’uomo moderno.

Credits immagine di copertina: ©Giovanni Gastel

DOVE | QUANDO

Piccolo Teatro Studio Melato, via Rivoli 6, Milano (vicinanze Metro M2 Lanza) – Dal 2 maggio al 5 maggio 2019

COSTI

Platea: Intero € 33 | Ridotto giovani e anziani (under 26 e over 65) € 21 Balconata: Intero € 26 | Ridotto giovani e anziani (under 26 e over 65) € 18. Biglietti in promo per la replica del 5 maggio a partire da 14 euro

INFO

www.piccoloteatro.org

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Sara Brunelli

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Mag 02 2019

Dettagli

Dal 2 maggio @ 8:00
Al 5 maggio @ 17:00
Costo 33€
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Location

Piccolo Teatro Studio Melato, Milano

Via Rivoli, 6
Milano, 20121 Italia

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