Fabbrica del Vapore, Milano

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Fabbrica del Vapore, Milano

Alla fine del secolo scorso, in piena rivoluzione industriale, in Italia e soprattutto al nord, nascono le prime grandi industrie metalmeccaniche. In un momento di grandi trasformazioni, la città di Milano appare come uno tra i più fertili cantieri di nuove attività presenti sul territorio nazionale. Il 26 gennaio 1899, nell’area intorno a via Messina (in corrispondenza del numero civico 9) viene fondata un’azienda, la Ditta Carminati, Toselli & C., che si dedica alla “costruzione, riparazione, vendita di materiale mobile e fisso per ferrovie, tramvie e affini”.

La zona in cui la ditta pone la propria sede è ancora scarsamente edificata ed offre comode possibilità di espansione. Il settore della riparazione di carrozze tramviarie attraversa un periodo assai florido e, in breve tempo, le opportunità di mercato si moltiplicano; oltre alla semplice manutenzione, la ditta comincia a dedicarsi anche alla produzione di materiale rotabile per alcune tra le tante società ferroviarie presenti all’inizio del secolo in tutta Italia.

Un’attenzione sempre maggiore viene dedicata allo studio di nuove carrozze tramviarie, in quanto le tramvie, con la trasformazione del metodo di trazione da animale a vapore od elettrico, si avviano a diventare settore trainante dello sviluppo economico. All’inizio del 1907 la Ditta Carminati, Toselli & C. viene sciolta e, con il contributo di nuovi soci, viene costituita la “Società Italiana Carminati Toselli” per la costruzione di materiale da trasporto.

La società non solo cambia nome, ma si espande ulteriormente acquistando nuovi terreni non edificati; nel giro di pochi anni la nuova sede occupa l’intero isolato compreso tra le vie Messina, Procaccini, Nono e Piazza Coriolano. Nel frattempo la produzione non ha momenti di sosta e, tra il 1907 ed il 1920, gli stessi anni in cui si sta ultimando la costruzione degli edifici sulla nuova area, compaiono i primi brevetti. Solo con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale la produzione della Carminati Toselli subisce dei rallentamenti. A causa della limitazione degli orari di circolazione, il servizio pubblico tranviario si trova, infatti, costretto a sopprimere intere linee e a ridurre complessivamente anche il numero delle vetture in servizio.

Oltre al danno economico la guerra, con i bombardamenti, arreca alla Carminati Toselli anche numerosi danni materiali. Una bomba, ad esempio, si abbatte rovinosamente sul passaggio coperto del capannone Calderai (la Cattedrale).

Alla fine della guerra il Comune assume direttamente la gestione del servizio tramviario urbano; uno dei primi passi compiuti dalla nuova gestione è quello di ordinare una serie di vetture sperimentali a diverse ditte del settore. Tra queste c’è anche la Carminati Toselli.

Alla fine del 1919 la Società Italiana Carminati Toselli ha alle sue dipendenze 1350 operai. In questo periodo, dopo il calo dovuto agli avvenimenti bellici, la Carminati Toselli, grazie a una costante crescita delle richieste di vetture tramviarie, vede aumentare notevolmente la propria produzione. Alla fine del 1926 la rete tramviaria milanese ha uno sviluppo di 151 Km: ogni giorno circolano 700 vetture, per un totale di 327 milioni di passeggeri. Se si pensa che, nel 1886, Milano contava 99 Km e 125 vetture in servizio, ci si rende conto come, nell’arco di quarant’anni, si sia verificata una notevole espansione dell’intera rete di trasporti tramviari.

L’apice della produzione della Carminati Toselli dura circa un decennio. Con la presa di potere da parte del regime fascista, infatti, per la Società inizia un periodo di stallo che nel giro di breve tempo porta ad una crisi vera e propria. Nel 1935 la Società Italiana Carminati Toselli viene sciolta. Da questo momento in poi, gli edifici situati nell’area compresa tra le vie Messina, Procaccini, Nono e Piazza Coriolano vengono prima affittati e in seguito venduti a differenti società che vi svolgono le più svariate attività (industria tessile e farmaceutica, tipografia, autotrasporti e depositi vari).

Ognuna di queste ditte effettua interventi sugli edifici e, per adeguarli alle proprie necessità, ne modifica drasticamente l’aspetto originario. Uno dei cambiamenti di maggior entità riguarda i capannoni situati sulla via Procaccini, che, già gravemente danneggiati in seguito ad un bombardamento della Seconda Guerra Mondiale, vengono definitivamente demoliti. Tale demolizione crea una vasta area libera sulla quale una ditta di autotrasporti realizza un piazzale per le manovre. Negli anni più recenti, invece, alcuni dei capannoni sono stati utilizzati per manifestazioni culturali, sfilate di moda e come set cinematografico.

[Altre info: www.fabbricadelvapore.org]




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