1927 Monologo quantistico, sul palco del Teatro Menotti di Milano passioni e debolezze delle menti più brillanti del ‘900. Recensione dello spettacolo

Dal 4 al 10 novembre al Tieffe Teatro Menotti di Milano Gabriella Greison in scena con 1927 Monologo Quantistico

1927 Monologo quantistico, sul palco del Teatro Menotti di Milano passioni e debolezze delle menti più brillanti del ‘900. Recensione dello spettacolo

Pubblichiamo con piacere questo articolo di Sara Brunelli, curatrice del sito web Agenda della Scienza, dedicato al nuovo spettacolo in scena al Tieffe Teatro Menotti di Milano dal 4 al 10 novembre: 1927 Monologo Quantistico, di e con Gabriella Greison.

“1927 Monologo Quantistico”: fino al 10 novembre sul palco del Teatro Menotti di Milano passioni e debolezze delle menti più brillanti del ‘900

Ha debuttato al Teatro Menotti di Milano lo spettacolo “1927 Monologo quantistico”. Scritto e interpretato da Gabriella Greison, il monologo è ispirato a una foto del 1927, naturalmente in bianco e nero, che ritrae 29 persone. Sono quasi tutti fisici, le menti più brillanti dell’epoca, riuniti a Bruxelles per confrontarsi e discutere sui loro studi più recenti.

Ed è proprio un fotografo il protagonista del primo capitolo di “1927 Monologo Quantistico”. Di lui si sa molto poco, non compare nelle cronache ufficiali e se ne perdono presto le tracce (tanto in scena quanto nella vita reale). Ma ci rimane la sua opera: è lui che ha scattato la famosa foto, così come le molte altre che immortalano gli scienziati in vari momenti del loro soggiorno a Bruxelles. Il contesto è quello del V Congresso della Fisica, un ritrovo di grandi cervelli voluto e finanziato dall’industriale Ernest Solvay; una settimana di incontri e scontri, dibattiti e discussioni tra gli scienziati a cui si deve la nascita della fisica quantistica.

spettacoli teatro menotti milano novembre fisica quantistica
Dal 4 al 10 novembre al Tieffe Teatro Menotti di Milano Gabriella Greison in scena con 1927 Monologo Quantistico

Tra i personaggi riconosciamo l’inconfondibile Einstein, la cui immagine è sicuramente familiare, e Marie Curie, che è l’unica donna; poi ci sono Planck, con cappello e sigaretta in mano, Schrödinger, con papillon e buffi occhialini tondi, i giovani Dirac, Heisenberg, Pauli; Lorentz, il più anziano, e tanti altri ancora.

A questi uomini e all’unica donna presente si deve la nascita della fisica quantistica: qualcosa di cui forse pochi hanno sentito parlare, ma che in realtà tutti “usiamo”. Per esempio, è grazie alla fisica quantistica infatti che sono nati i chip, e quindi i computer, e di applicazioni nella vita reale ce ne sono tante. Ma quello che importa qui è il lato umano di questi personaggi, e sono proprio questi che l’autrice e interprete del monologo porta in scena. Ossessionata fin da piccola dalla fotografia, Gabriella Greison l’ha “studiata” e, come un’investigatrice, ha condotto due anni di ricerche a Bruxelles per ricostruirne la storia e scoprirne tutti i retroscena.

Rockstar, trenini e amori segreti

Attraverso il suo monologo scopriamo il lato più umano di questi scienziati, quello che a scuola non si studia mai e che i libri di fisica non raccontano. Per esempio, scopriamo che molti di loro erano affascinati dai treni. Niels Bohr faceva correre sulla tovaglia vagoni costruiti con le molliche di pane, Richardson e de Broglie li adoravano, perché rappresentavano la libertà. E anche Einstein amava i treni, il loro rumore e il loro odore.

Come spettatori scopriamo anche che, nei primi decenni del ‘900, fisici e scienziati conquistavano l’attenzione della stampa. Spesso i giornali parlavano di loro, tributando gli onori da rockstar o, viceversa, creando scandali sulla loro vita privata. Come successe a Marie Curie, che i giornali francesi presero di mira per la relazione con il fisico Paul Langeven. Le voci dello scandalo arrivarono fino in Svezia, dove il comitato per l’assegnazione dei premi Nobel decise di comunicare a Marie Curie che sì, aveva vinto il premio per la chimica, ma forse era meglio se non andava a ritirarlo per non creare scompiglio durante la cerimonia. Fu Einstein, attraverso una lettera indirizzata alla grande scienziata, ad incoraggiarla ad andare lo stesso, ignorando le malelingue e privilegiando i suoi meriti scientifici. Lettera che Gabriella Greison legge sul palco del suo monologo.

spettacoli teatro menotti milano novembre fisica quantistica Gabriella Greison
Dal 4 al 10 novembre al Tieffe Teatro Menotti di Milano Gabriella Greison in scena con 1927 Monologo Quantistico. Foto via Teatromenotti.org

Sperimenti mentali, un gatto, il meraviglioso dubbio

Durante lo spettacolo non mancano gli accenni più tecnici alla fisica quantistica, e forse lo spettatore si perde un po’ tra gli “esperimenti mentali” di Einstein, il principio di indeterminazione di Heisenberg e il famoso paradosso del gatto di Schrödinger.

Del resto, la stessa autrice dichiara: “mi faccio accompagnare dalla fisica quantistica, la sfioro, l’accarezzo, tutto qui. Ma l’unica certezza che ho in cambio è il meraviglioso dubbio che mi crea”. Allo spettatore dunque non resta che lasciarsi “accarezzare” e affascinare da questo racconto, fatto di umane debolezze e passioni. E, riguardando la famosa foto in bianco e nero, rivederle nei volti dall’aria seria o scanzonata dei fisici in posa davanti al fotografo.

Forse non tutti sanno che…

C’è una foto in bianco e nero del 1927 che ritrae 29 persone, dopo una cena. Non sono persone qualsiasi e non si tratta di una cena qualsiasi: è la sera del 29 ottobre 1927 e alla Taverne Royale di Bruxelles sono riuniti i fisici più importanti dell’epoca. Tra di loro ci sono Einstein, Marie Curie, Planck, Niels Bohr, solo per fare qualche nome. Diciassette sono, o saranno, premi Nobel. Ossessionata fin da piccola da questa foto Gabriella Greison, fisica e scrittrice, è volata a Bruxelles per scoprire tutti i retroscena di questo speciale “ritrovo di cervelli”. In due anni di ricerche ha tradotto lettere e resoconti, ricostruito dialoghi, battibecchi e litigate tra gli scienziati a cui si deve la nascita della fisica quantistica.

Ne è emersa “una storia così bella che non poteva non essere raccontata”, spiega Gabriella Greison, che a quella singolare tavolata ha dedicato il romanzo “L’incredibile cena dei fisici quantistici” (scopri di più) e lo spettacolo teatrale “1927 Monologo Quantistico”.

DOVE | QUANDO
Tieffe Teatro Menotti, Via Ciro Menotti, 11, Milano – Dal 4 al 10 novembre 2016
Orari degli spettacoli: venerdì, sabato, martedì, giovedì dalle ore 20:30, domenica dalle ore ore 16:30, mercoledì dalle ore 19:30

COSTI
Intero 26.50€, ridotto 12.50€ / 14€

INFO
www.teatromenotti.org

Hai trovato utile questo articolo? Iscriviti alla newsletter con tutte le ultime news e gli sconti validi per i lettori di Eventiatmilano.it

Comments

  1. Anche ieri più di 300 persone! Ultimi giorni di repliche a Teatro di “1927 MONOLOGO QUANTISTICO” | Greison Anatomy

Leave a comment