Ottobre: nel vivo della stagione autunnale il calendario degli eventi enogastronomici è più ricco che mai!

Vigneto in autunno

Ottobre: nel vivo della stagione autunnale il calendario degli eventi enogastronomici è più ricco che mai!

Torna l’appuntamento col gusto e i sapori, su Eventiatmilano.it: vi invitiamo a leggere il nuovo articolo della rubrica dedicata all’enogastronomia in cui i sommelier Andrea Marcuccio e Marina Salluce hanno scelto per voi 5 eventi da non perdere per chi desidera esplorare, nel mese di Ottobre, le realtà enogastronomiche presenti a Milano e non solo.

Ottobre è una sinfonia di permanenza e cambiamento

“Ottobre è una sinfonia di permanenza e cambiamento”

osservava il poeta e psicologo americano Bonaro Wilkinson Overstreet, e come non vedere in ciò una metafora della vita stessa? In questo mese gli alberi si preparano ai grandi cambiamenti climatici, le foglie cadono e i fiori muoiono, eppure i tronchi d’albero e le radici delle piante permangono. Anche per la vite ottobre è un mese di cambiamento perché dopo la vendemmia le foglie assumono una colorazione autunnale dovuta alla scomparsa della clorofilla e pian piano cominceranno a cadere. La vite entrerà presto in una fase detta di riposo vegetativo in cui la pianta sembra non dare segni di vitalità anche se in realtà sta preparando il proprio organismo ad un nuovo ciclo produttivo. Il mese di ottobre ci introduce nel vivo della stagione autunnale in cui le giornate sono caratterizzate da una minore esposizione alla luce solare e nei paesi dell’Unione Europea si ritorna all’ora solare con le lancette spostate un’ora indietro.

Anche per noi di E@M ottobre é un mese di cambiamento e permanenza perché abbiamo da poco dato una nuova immagine al nostro blog ma siamo ancora qui, per proporvi gli eventi più interessanti e gustosi del mese, ad un anno esatto dalla nostra prima Top Five!

Colori autunnali in Val di Non Trentino
Colori autunnali in Val di Non Trentino

1° POSTO: Milano Golosa

Anche quest’anno torna al vertice della nostra classifica la rassegna enogastronomica che valorizza le migliori specialità del territorio italiano mettendone in rilievo l’aspetto culturale. il leitmotiv di quest’anno è infatti Conoscere Fare Assaggiare, per una spesa più consapevole e la condivisione dei saperi tramite corsi e laboratori guidati da professionisti. Il tutto enfatizzato da degustazioni insolite, abbinamenti arditi e inusuali che conducono il consumatore al cuore della manifestazione: assaggiare prodotti di qualità, conoscere i produttori per diventare consumatori consapevoli. Il vivace programma di appuntamenti della manifestazione si arricchisce quest’anno di 6 master class sul vino pensate da WINEMI, un’unione di 5 prestigiose enoteche milanesi.

A partire dal 1°ottobre, e in concomitanza con Milano Golosa, quest’anno ci sarà anche Fuori Milano Golosa, un’occasione per cimentarsi in interessanti degustazioni presso i punti vendita degli stessi artigiani presenti alla manifestazione.

Per info dettagliate sul programma consultare il link dell’evento

Prosciutto Toscano in degustazione a Milano Golosa 2014
Prosciutto Toscano DOP in degustazione a Milano Golosa
Dove e Quando: Palazzo del Ghiaccio, Milano, 3-4-5 ottobre
Costi: ingresso adulti 10 euro, bambini 6-12 anni 5 euro, gratuito per bambini con età inferiore ai 6 anni

Lo sapevi che:

Il Palazzo del Ghiaccio di Milano è uno splendido edificio in stile Liberty, in zona Porta Vittoria, voluto dal campione nazionale di pattinaggio, il Conte Alberto Bonacossa, e inaugurato il 28 dicembre 1923. Il Palazzo era all’epoca la principale pista di ghiaccio coperta d’Europa e una delle più grandi al mondo. Duramente colpito dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, che hanno gravemente danneggiato le decorazioni dell’interno, il Palazzo del Ghiaccio ha riaperto al pubblico dopo il conflitto, rimanendo attivo fino al 2002. L’importante restauro, terminato nel 2007, ha recuperato le funzioni preesistenti dell’edificio, riqualificando e razionalizzando gli spazi dal punto di vista architettonico. Il Palazzo ha acquistato una nuova modularità che lo rende uno spazio polifunzionale adatto ad accogliere la più ampia tipologia di eventi.

2° POSTO: Grapperie Aperte

Torna la manifestazione Grapperie Aperte, 31 le aziende che hanno aderito a questa 12ª edizione dedicata ai temi di Expo e della sostenibilità che caratterizza filiera vitivinicola e distillerie. Evento organizzato dall’Istituto Nazionale Grappa, a cui aderiscono alcune delle distillerie di Val d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Alto Adige, Veneto, Toscana e Sicilia. Sarà possibile partecipare a degustazioni guidate e visite alle distillerie per scoprirne i segreti e la tradizione che le caratterizza.

Per info dettagliate sul programma delle singole aziende aderenti consultare il link del sito.

Alambicchi in rame per la distillazione della grappa
Alambicchi in rame per la distillazione della grappa
Dove e Quando: nelle distillerie di tutta Italia aderenti all’Istituto Nazionale Grappa – Domenica 4 ottobre
Costi: consultare i programmi delle singole distillerie aderenti

Lo sapevi che:

La grappa è un distillato prodotto da vinacce ricavate esclusivamente da uve prodotte e vinificate in Italia. La degustazione richiede alcune semplici accortezze per apprezzarne appieno ogni sfumatura: il calice è l’elemento fondamentale per servirla bene e sentirne gli aromi. Deve essere di vetro sottile, con un disegno aperto a corolla di tulipano.
L’esame visivo farà particolarmente apprezzare la limpidezza e la purezza della Grappa.
La fase olfattiva è la più importante. Con un po’ di pazienza si impara facilmente a riconoscere e apprezzare la finezza e la quantità dei profumi della Grappa. Determinante, per un’attenta analisi olfattiva, è trovare la corretta distanza alla quale portare il bicchiere per cogliere correttamente i profumi, quindi effettuare brevi ma frequenti olfazioni, carpendo via via nuove sensazioni.
La fase gustativa è il momento magico. La grappa va bevuta a sorsi piccolissimi e, una volta in bocca, diluita con la saliva, si schiaccia con calma con la lingua contro il palato in modo da consentire lo sprigionarsi degli aromi.
Ma nel degustare la grappa c’è soprattutto il piacere della sua persistenza al palato.

Festa della Mamma 2015

 3° POSTO: Wine in Sanremo 2015

Per la manifestazione, rivolta sia ad un pubblico di appassionati che agli operatori del settore, sono state selezionate le 100 migliori aziende vinicole italiane. Uno spazio sarà dedicato anche al vino biologico, naturale ed estremo oltre che a produttori di generi alimentari d’eccellenza. La Bulgaria, con i produttori indipendenti, è la nazione ospite di questa edizione.
Oltre ai 600 vini diversi degustabili all’interno del salone, sono state organizzate degustazioni guidate, percorsi del gusto e dimostrazioni tecniche a numero chiuso, con la collaborazione di AIS, FISAR e ONAF, alternate a presentazioni di libri e di ricerche. In programma la presentazione dello studio “Il Rossese di Dolceacqua e i suoi Crus”, degustazione verticale di Solare, degustazione di formaggi con abbinamenti e tanto altro.

Dolceacqua e i suoi vigneti di Rossese
Dolceacqua e i suoi vigneti di Rossese
Dove e Quando: Centro Congressi Palafiori di Sanremo – 10-11-12 ottobre 2015
Costi: ingresso per un giorno 28 euro – ingresso per due giorni 50 euro

Lo sapevi che:

Il Rossese di Dolceacqua, detto anche solo Dolceacqua, è un vino prodotto nel ponente ligure, ed esattamente in val Nervia, in val Verbone ed in una porzione della Valle Roja nella provincia di Imperia. I principali comuni interessati nella produzione sono Camporosso, Dolceacqua, Perinaldo, San Biagio della Cima, Soldano, Vallecrosia, Ventimiglia.  È spesso allevato ad alberello, come vuole la tradizione mediterranea, così che la chioma della pianta d’estate ombreggi il piede e, quindi, la radice, proteggendoli dai raggi del sole delle ore più calde.
Le viti sono coltivate in zone impervie, dove tutte le operazioni indispensabili al mantenimento del vitigno sono obbligatoriamente manuali. Il vino prodotto dal vitigno Rossese è per antonomasia un rosso generoso anche se non austero, dal bouquet persistente, con buona capacità di invecchiare.

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La produzione dello speck è una delle tradizioni più sentite in Alto Adige. In Val di Funes a ottobre un intero weekend è dedicato a questo importante prodotto di qualità. La domenica la festa si svolge seguendo il tema del mondo contadino. Pane fresco cotto sul posto in grandi forni e prodotti tipici contadini possono essere acquistati direttamente dai produttori. E oltre a poter assaggiare tante specialità e pietanze a base di speck, il programma prevede un intrattenimento musicale e una dimostrazione di Hans Mantinger, conosciuto come Gletscherhans che affetta lo speck in modo magistrale.

Speck in Tirolo, Trentino Alto Adige
Speck in Tirolo, Trentino Alto Adige
Dove e Quando: Val di Funes – Alto Adige 3-4 ottobre
Costi: entrata libera sabato, entrata 6 euro domenica, per i bambini sotto i 14 anni entrata gratuita

Lo sapevi che:

Lo Speck Alto Adige IGP è un prosciutto affumicato in maniera tradizionale. Mentre al Nord delle Alpi il prosciutto crudo si conserva attraverso l’affumicatura, e al Sud lo si lascia asciugare all’aria aperta, gli altoatesini hanno unito i due metodi, dando vita al tipico Speck tirolese Alto Adige: leggermente affumicato e stagionato all’aria fresca di montagna, come vuole la tradizione contadina.  A seconda del modo in cui viene tagliato, lo Speck Alto Adige IGP acquisisce un sapore leggermente diverso. Molti preferiscono lo speck affettato sottile con l’affettatrice, altri rimangono fedeli al metodo tradizionale e lo tagliano a mano con il coltello. Con o senza crosta di spezie, a cubetti, listarelle o fette spesse, a seconda della ricetta. Per preparare i famosi canederli allo speck ad esempio, lo speck va tagliato a cubetti molto piccoli. Nei masi delle montagne altoatesine, lo speck viene servito tagliato a pezzetti.

5° POSTO: Autochtona

Si rinnova quest’anno a Bolzano l’appuntamento con Autochtona, il Forum nazionale dei vini autoctoni. Giunta alla dodicesima edizione, la manifestazione ospiterà circa 100 produttori provenienti da tutta Italia, per un totale di oltre 300 etichette in degustazione. Una selezione improntata alla qualità e tipicità delle produzioni, per permettere ad appassionati ed intenditori di scoprire e assaporare i gioielli nascosti della biodiversità vitivinicola delle nostre regioni. Durante i due giorni di fiera sarà possibile conoscere da vicino tante piccole realtà e i loro interpreti che portano avanti con passione e determinazione un lavoro di valorizzazione per il patrimonio ampelografico italiano, vale a dire la salvaguardia dei vitigni autoctoni. Confermata anche la rassegna Tasting Lagrein, ormai parte integrante del calendario collaterale della manifestazione, che assegnerà i riconoscimenti per i migliori vini Lagrein.

Grappoli di lagrein vitigno autoctono Trentino
Grappoli di lagrein vitigno autoctono Trentino
Dove e Quando: Fiera Bolzano Mesebozen- Bolzano, Lunedì 19 e Martedì 20 ottobre
Costi: ingresso 25 euro,  online 15 euro

Lo sapevi che:

Il Lagrein è un vitigno a bacca rossa autoctono dell’Alto Adige il cui nome ha fatto pensare agli studiosi che potesse essere originario della Val Lagarina. In realtà è quasi certo che il nome Lagrein derivi da Lagara, colonia della Magna Grecia in cui si produceva un vino conosciuto come Lagaritanos. Questo è stato successivamente confermato da ricerche sul DNA condotte anche sui vitigni originari della zona. Viene d’abitudine vinificato come rosso o rosato. Dal Lagrein si ottengono principalmente vini rossi di buona acidità, ricchi di corpo e tannino e magnifici rosé con note fruttate ed esotiche,conosciuti anche con il nome di Kretzer. Il Lagrein è perfetto per accompagnare arrosti, cacciagione, selvaggina da piuma, carne rossa e formaggi a pasta dura.

Andrea Marcuccio e Marina Salluce