Piscine sparite…e non solo. Un tuffo fra passato e presente fra le piscine di Milano!

Bagni Diana. La prima piscina pubblica di Milano

Piscine sparite…e non solo. Un tuffo fra passato e presente fra le piscine di Milano!

Andare alla scoperta della Milano nascosta e della Milano, ahimè, scomparsa, è sempre un viaggio affascinante.

In questo speciale, ispirati dal desiderio di trovare refrigerio dalla calura estiva, andremo alla scoperta delle piscine milanesi ormai scomparse e dalla storia affascinante ed intrigante.

I Bagni Diana: la prima piscina pubblica di Milano…di lusso!

Iniziamo dalla prima piscina pubblica (di lusso) di Milano che oggi, purtroppo, non esiste più!
Sono i Bagni Diana che sorgevano laddove oggi c’è l’hotel Majestic Diana in Porta Venezia. I Bagni furono inaugurati il 9 luglio 1842 su progetto dell’architetto Andrea Pizzala.
L’acqua che riempiva la vasca dei Bagni era quella della Gerenzana, un corso d’acqua proveniente dal Seveso. Si racconta che il nome dei Bagni derivi da una statua della Dea Diana rinvenuta durante gli scavi per la costruzione della piscina.
Bagni Diana. La prima piscina pubblica di Milano
Bagni Diana. La prima piscina pubblica di Milano
La vasca misurava 100 metri ed era larga 25 e il complesso dei bagni si estendeva fra le vie Nino Bixio, Giuseppe Sirtori, e Paolo Mascagni, comprendeva 120 cabine, un ristorante, un caffè e un grande giardino alberato.
Inizialmente vi potevano accedere solo gli uomini e, solo nel 1886 fu consentito l’accesso anche alle donne ma solo in alcuni orari e con enormi restrirzioni.
Nei bagni Diana venivano principalmente impartite lezioni di nuoto tenute dagli istruttori inglesi…e solo agli uomini, naturalmente!
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Vasca centrale del Bagno municipale di Milano al ponte delle Gabelle

L’accesso ai bagni era piuttosto elitario, infatti era riservato a famiglie abbienti e nello stabilimento era richiesto un comportamento estremamente decoroso: era proibito alzare la voce e ci si poteva sedere al bar ma non verso le vetrate perché era vietato guardare i nuotatori!
A sorvegliare il decoro c’era due persone, Febo Franchi, che gestì la struttura per 40 anni e, si racconta, senza fare mai una nuotata, e Bacioch, il bagnino che, con un lungo bastone che allungava ai nuotatori in difficoltà, sovraintendeva alla sicurezza dei natanti.
Il declino dei Bagni iniziò quando arrivò l’acqua potabile nelle case e le acque che alimentavano la vasca cominciavano ad essere inquinate dalle fabbriche che sorgevano nella zona.

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Il Kursaal Hotel Diana agli inizi del Novecento prese il posto dei Bagni Diana

Nel 1908 ci fu la chiusura definitiva della piscina che fece posto ad una pista di pattinaggio a rotelle mentre il complesso divenne il Kursaal Diana un bellissimo edificio liberty con una sala da ballo e un teatro da 850 posti ispirato alla belle epoque pargina.
Il Kursaal, nel 1921, fu oggetto di un sanguinoso attentato anarchico che lo distrusse completamente e provocò 21 morti e centinaia di feriti. Oggi, laddove sorgevano i bagni, sorge lo Sheraton Diana Majestic che conserva, oltre al nome dello storico stabilimento, anche lo splendido giardino.

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I Giardini del Majestic Diana

Il Bagnin de Gorla. Tra passato e presente

Più o meno contemporaneo, ma molto meno elitario, era il bagno pubblico all’aperto sul Martesana. Conosciuto come il Bagnin de Gorla.
Il Bagnin de Gorla era una piccola vasca a ridosso della Cascina Quadri alimentata dal Cavo Taverna, uno dei tanti cavi idraulici, esistente ancora oggi nel Parco della Martesana, che insieme al Naviglio portavano l’acqua dell’Adda fino a Milano.
Era frequentato per lo più da operai che vi accedevano pagando la modica cifra di 5 centesimi.
Si racconta che, fra il 1904 e il 1905, presso la piscina della Martesana ci furono più di 80.000 accessi!

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Bagnin de Gorla

La piscina fu chiusa fra le due guerre ed oggi la zona è stata completamente riqualificata.
Dopo un lungo lavoro di recupero e grazie all’impegno e alla passione di tre ragazzi, nel 2014, è sorto, sopra l’ antica piscina all’aperto di Milano, un luogo di aggregazione per il quartiere e la città intera, con l’obiettivo di riqualificare una zona periferica attraverso un punto d’incontro per i cittadini e per le realtà già attive.

Cascina Martesana - Milano
Cascina Martesana – Milano

Qui si svolgono workshop, servizi ed eventi, è presente un infopoint per il Parco della Martesana, un chiosco caffetteria, una mostra permanente, presentazioni di associazioni e progetti artistici, in un’idea fluida di unione tra tradizioni e culture contemporanee.

Lido di Piazzale Lotto. La piscina rivoluzionaria

Ma la svolta della cultura balneare milanese arriva con il Lido di Piazzale Lotto, ancora oggi esistente.
La prima grossa novità fu la possibilità di accesso promiscuo. Finalmente anche le donne potevano godere di un bagno nelle acque di una piscina!
Il Lido fu inaugurato nel 1932 e faceva parte di un ambizioso progetto urbanistico finalizzato alla creazione una cittadella dello sport accanto all’ippodromo di San Siro.
All’epoca la zona era aperta campagna in cui sorgevano diverse cascine che formavano il borgo San Siro, un piccolo paesino che gravitava intorno alla chiesa di San Siro alla Vepra.

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Ingresso del Lido di Piazzale Lotto

Il progetto iniziale era grandioso e scenografico.
La società incaricata della costruzione del Lido si chiamò Società Anonima del Luna Park Lido di Milano, il progetto, a cura dell’ingegnere milanese Cesare Marescotti, prevedeva la costruzione di piscine di forme irregolari appositamente create per lo svago, giochi e attrezzature ludiche.
Inizialmente il centro balneare era dotato di due vasche separate da un molo finto con degli scogli e un ponticello, finti pontili e attracchi e lampioni in stile veneziano, sabbia riportata, nel padiglione centrale vi era un ristorante con una pista da ballo.
Il Lido, dunque, non fu solo concepito come centro balneare ma vero e proprio luogo di svago ed estremamente innovativo e moderno per quegli anni.

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Lido Piazzale Lotto, oggi

Purtroppo però, quest’eccesso di modernità e innovazione furono anche la causa dell’insuccesso dello stabilimento, forse per l’eccessiva stravaganza, forse per un periodo storico (quello degli anni trenta) un po’ rigido e poco incline agli svaghi così troppo borghesi e non adatti alla “gente normale”.
Fatto è che il Lido, nel 1936, fu acquistato dal comune di Milano che eliminò le frivolezze e fece costruire aree sportive attrezzate, campi da tennis, bocce e una pista di pattinaggio.

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Il Lido by night
Foto di Alessandro – licenza CC BY-NC-ND 2.0

Oggi il Lido di Piazzale Lotto fa parte del circuito di piscine di MilanoSport e si distingue dalle altre presenti in città per la sua vasca che ha mantenuta la sua forma irregolare più adatta al divertimento che alla pratica natatoria.
Oltre alla piscina lo stabilimento ospita campi da tennis e calcetto, minigolf, pista di pattinaggio, sala fitness…e qui si può anche praticare il windsurf!

Buona nuotata a tutti!

Giulia Minenna

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