Duomo di Monza, torna a risplendere la Cappella di Teodolinda: come prenotare la visita al cantiere di restauro

Duomo di Monza, torna a risplendere la Cappella di Teodolinda: come prenotare la visita al cantiere di restauro

Nel braccio settentrionale del transetto del Duomo di Monza torna visitabile, dopo un restauro durato sei anni e diretto da Anna Lucchini, la Cappella della Regina Teodolinda.
Il progetto di restauro è stato reso possibile dall’impegno della Fondazione Gaiani, ente responsabile della gestione e della tutela del patrimonio artistico del Duomo, e dalle sinergie create con la Soprintendenza, la Regione, la Diocesi, la Fondazione Cariplo e il World Monuments Fund. I fondi raccolti, circa tre milioni di euro, sono stati investiti nella valorizzazione delle pitture murali degli Zavattari, famiglia di pittori milanesi attivi in Lombardia per tutto il Quattrocento, che ora riluce come non s’era visto mai.
Di snelle forme gotiche, la Cappella di Teodolinda fu eretta negli anni a cavallo del 1400, con decorazioni pittoriche, risalenti alla metà del XV secolo, dedicate a Teodolinda, regina dei Longobardi che cristianizzò i pagani e qui fondò la prima chiesa.
Duomo di Monza, torna a risplendere la Cappella di Teodolinda: come prenotare la visita al cantiere di restauro
Gruppo di dame – Cappella di Teodolinda, Duomo di Monza
Con le opere superstiti di Michelino da Besozzo, di Pisanello e di Bonifacio Bembo, alle quali è intimamente legato sotto il profilo stilistico, il ciclo di affreschi della cappella è considerato uno dei capolavori della pittura del gotico internazionale in Italia, tanto da far guadagnare alla Cappella del Duomo il titolo di “Sistina del Nord Italia”, nonché il più importante esito dell’attività degli Zavattari. 
Duomo di Monza, torna a risplendere la Cappella di Teodolinda: come prenotare la visita al cantiere di restauro
Interno del Duomo di Monza
Foto di Giovanni, https://www.flickr.com/photos/giovanni_novara1/7465294588 Licenza CC BY-NC-SA 2.0
Questa famiglia di pittori milanesi viene presentata dai documenti come una vera e propria dinastia di artisti, composta dal capostipite Cristoforo Zavattari, responsabile tra il 1404 e il 1409 di alcuni lavori nel Duomo a Milano (vi invitiamo a leggere il doppio speciale, uno dedicato alla parte esterna del Duomo di Milano e uno alla parte interna), da suo figlio Franceschino, anch’egli operoso nel Duomo di Milano dal 1417 al 1453, e dai tre figli di quest’ultimo, Giovanni, Gregorio e Ambrogio. La serie è conclusa da Franceschino II, figlio di Giovanni e fratello di Vincenzo, Gian Giacomo e Guidone.

468x60 S.Valentino

La cappella fu dipinta in due riprese tra il 1441-44 e il 1444-46, con un totale di 45 scene: si ritiene che la concezione generale e il progetto del ciclo vadano riferiti a Franceschino Zavattari, cui si deve anche l’esecuzione delle prime 12 scene; il cosiddetto “secondo maestro di Monza”, forse identificabile con Giovanni, avrebbe invece condotto quelle dalla 13 alla 34; a Gregorio spetterebbero quindi le scene dalla 35 alla 41, mentre il “quarto maestro di Monza”, forse Ambrogio, sarebbe l’autore delle quattro finali.

Duomo di Monza, torna a risplendere la Cappella di Teodolinda: come prenotare la visita al cantiere di restauro
La Corona Ferrea, custodita nell’altare della Cappella di Teodolinda (Duomo di Monza)

Nell’altare della Cappella, realizzato nel 1895-96 in stile neo-gotico su progetto di Luca Beltrami, è custodita la Corona ferrea, la più celebre e sacra tra le oreficerie del Tesoro del Duomo di Monza. La Corona ferrea o del Ferro, è un diadema formato da sei lamine d’oro rettangolari, adornate da 46 gemme e unite da cerniere.
Secondo la leggenda, la corona sarebbe stata forgiata con uno dei chiodi della crocifissione di Gesù.

Una tradizione riporta infatti che sant’Ambrogio, nell’elogio funebre per l’imperatore Teodosio tenuto a Milano nel 395, disse che Elena, madre di Costantino, cercò e trovò i chiodi della crocefissione e con uno fece un diadema per il figlio. Ciò sarebbe avvenuto nel 326 d.C.: da allora “il Santo Chiodo è posto sul capo degli Imperatori”.

Il pubblico potrà ammirare la rilucenza dei mantelli e delle armature, dei broccati e delle architetture di sfondo delle 45 scene distribuite lungo 500 metri: in cinquemila si sono già prenotati per le visite programmate fino ad aprile. Il Museo del Duomo ha deciso di offrire nuove possibilità di visite guidate prenotandosi, a partire dal 16 febbraio, al numero 039.326383 (biglietti 12/10€). Dopo Pasqua si provvederà poi a smantellare le impalcature per l’inaugurazione ufficiale.

Paolo Vanadia

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *