Fino a domenica 27 Ottobre allo Spazio Tertulliano di Milano in scena Le Poveracce di Gabriele Scotti e Gianna Coletti

Fino a domenica 27 Ottobre allo Spazio Tertulliano di Milano in scena Le Poveracce di Gabriele Scotti e Gianna Coletti

Chi ci segue sa che, molto spesso, ci piace raccontare di piccoli tesori ancora poco noti, di eventi particolari e di artisti che, secondo noi, meritano davvero di essere scoperti e riscoperti.
Oggi vi parliamo di teatro e del lavoro, creato a quattro mani da Gabriele Scotti sceneggiatore e regista e Gianna Coletti, attrice.
Lo spettacolo Le Poveracce in scena allo Spazio Tertulliano di Milano fino a domenica 27 ottobre 2013
Le Poveracce in scena allo Spazio Tertulliano di Milano

Le Poveracce, questo il titolo dell’opera teatrale che andrà in scena da mercoledì 23 a domenica 27 ottobre allo Spazio Tertulliano a Milano.

Abbiamo conosciuto Gabriele una bella sera d’estate a casa di Alda Merini dove veniva presentato il trailer (che ci è piaciuto moltissimo) di Tra Cinque Minuti in Scena, opera prima sulle difficoltà del fare teatro oggi in Italia e su un intenso rapporto madre-figlia.
Il film è uscito nelle sale cinematografiche a Luglio, ed è stato insignito del premio FICE (Federazione Italiana Cinema d’Essai) come Miglior Film.
Dopo questa positiva esperienza Gabriele e Gianna hanno deciso di scrivere una pièce per il teatro che ruota intorno al ritratto di tre donne: una donna dipendente dal gioco d’azzardo, una donna stalker per un amore mai esistito, una donna che si è fatta largo nel mondo del lavoro usando il proprio corpo e che, superata una certa età, vede minacciato il proprio futuro.

Tre storie che ripercorrono le illusioni, i problemi, le miserie di una vita segnata dalle proprie vicende disastrose ma che non perde di ironia e di comicità cercando di affrontare le difficoltà, anche quotidiane, col sorriso perché ”l’ironia è il primo indizio del fatto che la coscienza è diventata cosciente” (cit Fernando Pessoa, Il libro dell’inquietudine, 1982).
Sul palco insieme a Gianna Coletti due altre bravissime attrici: Beatrice Schiros, fresca del successo milanese all’Out Off nei panni della madre di Thanks for Vaselina di Carrozzeria Orfeo e Vanessa Korn che abbiamo amato ed apprezzato nei panni dell’Anarchia nel Banchiere Anarchico andato in scena all’Asenale lo scorso marzo.
La regia è di Gabriele Scotti.
Noi ci saremo…

DOVEQUANDO
Spazio Tertulliano, via Tertulliano 68, Milano | Da mercoledì 23 a domenica 27 ottobre 2013, ore 21
Lo spettacolo della domenica inizia alle ore 16.30

COSTI
Biglietti a 16 euro. Disponibilità di biglietti scontati su www.atrapalo.it e www.groupon.it 

INFO
Website: www.spaziotertulliano.it
Infotel e prenotazioni: 02-49472369, 320-6874363
Email: biglietteria@spaziotertulliano.it, info@spaziotertulliano.it 




La nostra opinione sullo spettacolo

Dedichiamo con piacere un piccolo spazio per parlarvi dello Spazio Tertulliano e per dirvi quanto ci è piaciuto Le poveracce.

Partiamo dallo Spazio Tertulliano, un teatro che non conoscevamo ancora e che si trova all’interno di uno atrio in cui convivono una palestra e altri locali. Prima di varcare l’ingresso, c’è una zona dedicata all’aperitivo, molto carina, dove ci si può accomodare e sorseggiare un buon vino o un drink e stuzzicare qualcosa.
Il Teatro è piccolo, intimo ma non troppo, con le sedute di una volta, entrando si respira subito l’aria del Teatro con la “T” maiuscola.
Lo spettacolo: bello. Si ride, si riflette, non ti annoia. Per nulla.
Il ritmo è incalzante, i monologhi dei tre personaggi si susseguono alternati e veloci, senza pause ed è sorprendente come non si perda mai il filo del discorso e delle storie.
Le attrici ci son piaciute tanto, superbe. Vanessa Korn, se possibile, ci è piaciuta ancora di più rispetto all’interpretazione dell’Anarchia. E Gabriele, il regista, è stato davvero bravo a costruire un testo ben strutturato, interessante, che ripercorre tante storie di cui leggiamo, purtroppo, quotidianamente.
In questo testo, proprio per il fatto che affronta storie che, ogni giorno, riempiono le pagine di cronaca, il rischio di cadere nel banale ed inciampare nei luoghi comuni era davvero altissimo: a parere nostro il pericolo è stato egregiamente evitato (e superato!). 
Sicuramente né l’impersonalità né l’ovvietà possono associarsi a questo testo.
Applausi, applausi, applausi!

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