Visioni impossibili Nuove tecnologie per vivere l’arte@Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica Leonardo da Vinci

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Visioni impossibili Nuove tecnologie per vivere l’arte@Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica Leonardo da Vinci

Visioni impossibili
Nuove tecnologie per vivere l’arte@Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica Leonardo da Vinci

Quando>> Fino a Domenica 11 Marzo
Dove>> Sala delle Colonne del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, Via San Vittore, 21, Milano
Info>> info@museoscienza.it, 02 48 555 1

Costi>> la visita alla mostra è inclusa nel biglietto del Museo.
Visto su>> http://www.museoscienza.org/news/dettaglio.asp?idnotizia=688&archivio=no

A Milano fino all’11 marzo l’arte classica incontra le più recenti evoluzioni della tecnica e va in scena in veste inedita con la mostra “Visioni impossibili – Botticelli, Leonardo e Raffaello: nuove tecnologie per vivere l’arte” realizzata dalla Casa Editrice UTET in collaborazione con Haltadefinizione® e con il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” .


Ospitata nella Sala delle Colonne del Museo, l’esposizione offre per la prima volta la possibilità di accostarsi a grandi opere d’arte attraverso un’esperienza sospesa fra il “reale” e il “virtuale” : la visita ad una pinacoteca in cui le tele lasciano posto, in modo pressoché impercettibile, a riproduzioni perfette, stampate a dimensioni reali, tratte da immagini digitali ad altissima risoluzione frutto di moderne tecniche di acquisizione fotografica.

La mostra propone quindi dei veri e propri cloni dall’assoluta fedeltà cromatica di sette capolavori: la “Primavera” , la “Nascita di Venere” e la “Madonna del Magnificat” di Botticelli, la“Annunciazione” , il “Battesimo di Cristo” e il “Musico” di Leonardo, lo “Sposalizio della Vergine” di Raffaello. Un percorso espositivo suggestivo, reso inoltre unico dagli innovativi strumenti a disposizione del pubblico, la cui fruizione sarà arricchita dal supporto di video HD e strumenti multimediali interattivi capaci di svelare straordinari dettagli pittorici altrimenti invisibili all’occhio umano.

I visitatori potranno così “viaggiare” all’interno dell’Ultima Cena di Leonardo, proiettata in HD su maxischermo con multitouchadibito alla navigazione realtime ed effettuare, grazie a dei tablet, unavisita guidata del dipinto. Saranno poi disponibili postazioni touch screen per addentrarsi nel ciclo delle storie francescane affrescate da Giotto nella Basilica Superiore di Assisi – di cui sarà visibile anche la riproduzione della scena “San Francesco in estasi” – e verrà mostrato un video sul Musico di Leonardo nelle effettive dimensioni del quadro.

A chiudere, un breve percorso lungo la storia della tecnologia applicata all’arte e alla sua riproducibilità, con una cronologia essenziale illustrata sull’evoluzione della disciplina e reperti storici, fra cui, dalla collezione di Fotocinematografia del Museo, un grande banco ottico professionale di inizio ‘900 che fu utilizzato, tra gli altri scopi, per la riproduzione di opere d’arte.

Se la componente emozionale del confronto diretto con l’opera d’arte, con la tela solcata dalla mano dell’artista, non può ovviamente essere replicata, il “clone” offre invece la possibilità non tanto di sostituire, quanto di completare e ampliare l’approccio al dipinto, attraverso opportunità d’interazione precluse con l’originale. Esso non richiede speciali misure di sicurezza e può essere posizionato ovunque, illuminato in modo ottimale, avvicinato, fotografato. Un’occasione pertanto eccezionale di confronto con l’arte, dalle grandi potenzialità non soltanto in termini culturali o didattici, ma anche in relazione alle attività di conservazione, restauro e catalogazione.

I cloni vengono realizzati applicando sofisticati sistemi di acquisizione ed elaborazione di immagini digitali HD, grazie a cui UTET da alcuni anni sta caratterizzando in esclusiva parte della propria produzione di volumi di pregio. Completano l’intervento di clonazione la particolare tecnica di “stampa a pigmenti” su carte speciali e l’intervento manuale di artigiani per l’applicazione delle dorature presenti nell’opera originale.